Ravenna, il sindaco: “Il referendum primo passo, ma per vincere bisogna lavorare sul programma”

Ravenna
  • 29 marzo 2026

«Noi siamo disponibili al confronto, a patto che non lo si usi per fare campagna elettorale ma per portare avanti la ricostruzione del territorio». Il sindaco Alessandro Barattoni interviene così sulla visita della commissione di inchiesta parlamentare avvenuta giovedì, un passaggio che ha lasciato strascichi nei rapporti istituzionali, soprattutto per le modalità organizzative. Ma il primo cittadino di Ravenna allarga la riflessione anche al referendum e alle prospettive del centrosinistra in vista del 2027, alla luce della vittoria del fronte del no.

‹‹Con pochissimo preavviso a me e ai sindaci di Faenza, Riolo Terme e Bagnacavallo è stata comunicata la visita della commissione, che doveva effettuare sopralluoghi - racconta -. A me, ad esempio, è stato chiesto di trovarmi davanti al bar di Fornace alle 13, ma avevo già un impegno istituzionale e ho proposto un incontro in Municipio, che è stato rifiutato››. Il programma, tuttavia, è stato in parte modificato dal maltempo: ‹‹I sopralluoghi sono saltati quasi tutti, tranne quello di Riolo Terme al mattino. Poi siamo stati convocati in prefettura a Forlì alle 14. Nel frattempo anche il mio impegno era venuto meno, quindi ho potuto partecipare insieme ai colleghi››. In quella sede, aggiunge, ‹‹ci sono state rivolte domande, tutte registrate››.

Sulle modalità, Barattoni non nasconde le perplessità: ‹‹Irrituale è dire poco. La Commissione parlamentare ha poteri sostitutivi dell’autorità giudiziaria, ma gli appuntamenti istituzionali dovrebbero essere costruiti diversamente, con un confronto preventivo e nelle sedi appropriate››. Il sindaco segnala anche la presenza di esponenti politici locali del centrodestra, ‹‹alcuni impegnati in campagne elettorali››, e una selezione parziale dei comitati degli alluvionati, ‹‹senza che sia chiaro il criterio adottato››.

Nel merito dell’audizione, i sindaci hanno illustrato criticità e rapporti con le strutture commissariali: ‹‹Ho spiegato di aver sollecitato Sogesid - la struttura governativa che segue i progetti legati all’alluvione - per la progettazione di due ponti sullo scolo Lama››. Inoltre, ha aggiunto, ‹‹il Piano per l’assetto idrogeologico deve considerare non solo i fiumi ma anche le foci, perché l’innalzamento del mare pone problemi sempre più rilevanti››.

Barattoni critica l’impostazione politica dell’iniziativa: ‹‹Mi pare che Fratelli d’Italia, come già accaduto con il Covid, stia usando la commissione per cercare colpevoli. È un approccio che non condividiamo: il confronto deve servire al bene del territorio, non diventare uno strumento di scontro o di campagna elettorale››.

Lo sguardo si sposta quindi sul referendum: ‹‹Sono molto soddisfatto, e non solo perché avevo aderito all’appello dei sindaci per il no. I giovani hanno dato una lezione, mobilitando anche gli elettori più anziani. È un segnale importante: lo abbiamo visto con l’alluvione, con Gaza e ora anche sulla Costituzione››. Per il centrosinistra, però, il risultato non va dato per scontato: ‹‹Sarebbe un errore pensare che quei voti si traducano automaticamente in consenso. Serve individuare pochi temi forti su cui costruire il programma, senza partire dal nome del candidato››. Il rischio, osserva, è duplice: ‹‹Incagliarsi sulle primarie oppure considerare questo voto come un episodio irripetibile››.

Negli ultimi anni - sottolinea - ‹‹nelle elezioni regionali è emerso come, sommando territori diversi, il centrosinistra abbia raccolto complessivamente più voti del centrodestra››. Lo squilibrio parlamentare attuale, prosegue, ‹‹deriva dalle politiche del 2022 ed è legato anche alle divisioni interne al centrosinistra, che hanno favorito la perdita di molti seggi››. Oggi, aggiunge, ‹‹va riconosciuto il lavoro di costruzione della coalizione portato avanti da Elly Schlein››. In vista delle prossime elezioni, conclude, ‹‹la partita è aperta: non va considerata né già vinta né persa in partenza››.

Quanto ai contenuti, Barattoni indica alcune priorità: ‹‹Il programma deve partire dalla mancata crescita del Paese, che si traduce in risposte insufficienti su politiche industriali ed energetiche, sulla competitività delle imprese e sulla difesa del potere d’acquisto››. A queste si aggiungono, conclude, ‹‹le criticità della sanità e il tema della casa, più volte annunciato dal governo ma ancora senza risultati concreti, nonostante sia ormai un problema diffuso anche in città come la nostra››.

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