Nuovo appuntamento, questa mattina a Ravenna, con l’Osservatorio dei prezzi al consumo voluto dal Comune che, insieme alle associazioni di categoria e alle forze sindacali, si propone di analizzare trend e congiunture su base stagionale e condividere le strategie migliori con gli obiettivi di difendere la competitività delle imprese e salvaguardare il potere di acquisto dei cittadini.
Dall’analisi del trimestre dicembre - febbraio emerge che a Ravenna i prezzi sono aumentati in media dello 0,56% rispetto all’1,34% nazionale, il divario più ampio mai registrato nell’ultimo decennio. Per la prima volta in dieci anni la nostra città si posiziona anche sotto Forlì (+0,70%), Ferrara (+0,87%) e Rimini (+1,80%).
Se si analizza il comparto alimentare, che rappresenta ad oggi la componente più rilevante per le famiglie, a Ravenna i prezzi crescono dello 0,9%, contro il 2,4% registrato a livello nazionale.
Il settore dell’abbigliamento continua a confermarsi quello meno caro; in aumento, invece, le spese per il ricorso alla sanità privata, che vedono Ravenna con un andamento analogo a quello di Ferrara, così come per la ristorazione e i servizi ricettivi.
Da evidenziare che, nonostante il calo rispetto alla media nazionale interessi l’intera Romagna, per la prima volta in dieci anni Ravenna si colloca anche al di sotto degli altri comuni romagnoli.
“Nonostante dal quadro dello scorso trimestre emergano alcuni elementi di miglioramento - osserva il sindaco Alessandro Barattoni - c’è forte preoccupazione per la situazione geopolitica attuale e, oltre alle conseguenze in primo luogo umanitarie, c’è forte apprensione anche per quelle economiche, che stanno già ricadendo su famiglie e imprese in seguito alle tensioni internazionali. Una possibile nuova spirale inflazionistica - a poca distanza da quella conseguente all’invasione russa in Ucraina - sarebbe pesantissima, visto che in tanti non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto precedente. Limitatamente a questo trimestre, invece, se lo paragoniamo al precedente, notiamo un rallentamento dell’inflazione, anche se, a causa degli aumenti progressivi sviluppatisi nei periodi precedenti, la spesa alimentare di una famiglia ravennate continua ad essere sopra la media e rimane più alta di circa 140 euro all’anno rispetto alla media italiana”.