RAVENNA - Scartati da quattro proposte di affitto perché il suo compagno è di origine marocchina. Giulia Calderoni, trentenne di Russi, racconta la sua storia sui social tra amarezza e frustrazione di fronte a quello che per lei è un chiaro episodio di discriminazione.
«Non mi era mai capitato niente del genere – dichiara Giulia –. Era la prima volta che cercavamo affitto per noi stessi e siamo sempre andati insieme. Per principio non ritenevo giusto andarci da sola perché sarebbe stata la nostra casa». Le porte chiuse sono arrivate da entrambe le direzioni: privati e agenzie. «All’inizio ci siamo rivolti a una conoscente di mia mamma che aveva una casa da dare in affitto – sembrava tutto facile e veloce: l’appartamento sarebbe stato disponibile nel giro di qualche settimana».
Per caso sua madre e la proprietaria cominciano a parlare dei vecchi inquilini. Da qui, secondo Giulia, nasce tutto: «Lei si è lamentata dei precedenti affittuari, dei magrebini, che le avevano distrutto casa. E mia mamma bonariamente le ha fatto sapere che il mio compagno ha origini marocchine. Sembrava finito lì il discorso, invece quando eravamo pronti a vederlo, ci ha comunicato che l’appartamento non era più disponibile». Dopo il primo “no” i due non si fermano: già nel pomeriggio Giulia e il compagno sono in un’agenzia immobiliare di Russi.
«La ragazza dell’agenzia mi ha chiesto se fosse necessario che anche il nome del mio fidanzato comparisse nel contratto di affitto. Alla mia domanda sul motivo mi ha comunicato che ci sarebbero potuti essere dei problemi. Io però le ho ribadito che non era negoziabile». Il compagno di Giulia ha il permesso di soggiorno in scadenza e tra le condizioni per il rinnovo, c’è anche la residenza.
Tramite agenzia, fissano appuntamento per tre appartamenti: uno in cui il proprietario chiedeva sei mensilità di fideiussione e altri due che non riusciranno mai a visitare. «Avevamo accettato anche la fideiussione e con le garanzie di mia mamma pensavamo di avere delle chance – racconta – Io non ho un contratto di lavoro, ma se il proprietario avesse avuto bisogno, gli avrei portato un contratto il giorno dopo visto che erano mesi che una realtà del territorio mi stava corteggiando».
E invece scartati anche lì. La motivazione riferita dall’agenzia: i proprietari stanno cercando «inquilini più tranquilli». «Quello che mi fa arrabbiare è che non ci hanno neanche visti in faccia. La tranquillità e l’affidabilità di una persona non dipendono dalla sua nazionalità: puoi affittare a un milanese, ma la sua provenienza non garantisce che casa tua verrà rispettata».