RAVENNA. Di fronte all’ipotesi di un possibile riutilizzo del gas nell’Alto Adriatico il Partito repubblicano di Ravenna incrocia le dita. Da tempo chiede di “continuare ad estrarre le risorse proprie del nostro Paese, a partire dalle riserve di gas e petrolio, affinché si rafforzi il potere contrattuale italiano nei confronti dei Paesi produttori e la bilancia dei costi penda di meno dalla parte delle imprese e delle famiglie”. Ora, spiega Giannantonio Mingozzi dell’Edera ravennate, “a giudicare dalle recenti affermazioni del governo italiano e ieri della stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, finalmente per far fronte al caro energia ricompaiono termini come energia fossile e aumento della produzione nazionale di petrolio e gas”. Con le Regioni autorizzate ad avvalersi di commissari all’uopo nominati”. Continua ricorda Mingozzi, “non se ne parlava da metà 2025, quando il competente ministero tentò di autorizzare una trentina di esplorazioni, Adriatico compreso, per una maggiore produzione di idrocarburi, cancellando quel Pitesai del 2019 che provocò guasti e malumore nelle Regioni più attente, la nostra compresa”. La ripresa delle estrazioni anche in Adriatico è “una scelta coraggiosa ma indispensabile”, conclude, dato che “nuove soluzioni green e il ‘piccolo’ nucleare tarderanno anni e finalmente si potrà impedire ai Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico di continuare a rubarci le risorse che appartengono all’Italia e giustamente vanno estratte a beneficio degli italiani”.
Ravenna, il Pri: le estrazioni di gas in Adriatico scelta indispendabile