Ravenna. Il papà del giocatore espulso aggredisce l’arbitro dopo la partita

Cartellino rosso. Un giovane giocatore espulso dal torneo di calcio e due uomini che inseguono l’arbitro fino agli spogliatoi per aggredirlo con spintoni e minacce. Risultato: una denuncia sporta nel settembre 2023 dal direttore di gara, ravennate oggi 23enne, a margine dell’incontro tra Geona FC - Peluso Academy nel corso del Ravenna Top Cup. L’episodio è approdato ieri in tribunale. Se per la Procura non sono emersi dalle indagini elementi idonei a identificare i due responsabili del violento confronto, per l’arbitro almeno uno di loro sarebbe noto da tempo: si tratterebbe per giunta di un carabiniere al tempo in servizio a Caserta, padre del calciatore destinatario del cartellino. Per questo l’arbitro - difeso dall’avvocato Luigi Gualtieri - ieri si è opposto alla richiesta di archiviazione ottenendo dal giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti un decreto che dispone la prosecuzione delle indagini preliminari e l’iscrizione nel registro degli indagati dell’uomo già identificato all’epoca.

L’aggressione

L’episodio si verificò nel campo di Lido Adriano, messo a disposizione per la competizione sportiva organizzata da Futuri Campioni Events e autorizzata dalla Figc. Era accaduto tutto al termine della gara. L’arbitro stava uscendo dal campo quando fu raggiunto dai due soggetti nei pressi degli spogliatoi, in un’area interdetta al pubblico. Il primo lo afferrò con una mano per uno zigomo intimandogli “Tu così non lo fai! Hai capito?”. L’altro, padre del calciatore espulso, lo minacciò dicendogli “Io ti taglio”, dandogli uno spintone con le braccia contro il petto e accusandolo di avere afferrato il figlio per il collo. All’azione violenta avrebbe anche aggiunto la richiesta di esibire i documenti, sostenendo di essere un pubblico ufficiale (“tu non sai chi sono io! Sono un carabiniere!”). La scena si concluse con l’intervento di un ragazzo dello staff del torneo, grazie al quale il 23enne riuscì a chiudersi a chiave nello spogliatoio, da dove chiamò la polizia. L’aggressione si sarebbe poi conclusa con due giorni di prognosi, e con la denuncia sporta l’indomani per minacce e aggravate dal contesto sportivo e lesioni personali.

Giustizia sportiva

Secondo il pm le indagini non avrebbero fatto emergere con certezza l’identità dei due intrusi, tanto da rendere impossibile procedere con l’esercizio dell’azione penale. Posizione alla quale il difensore dell’arbitro ha replicato ribadendo che in realtà il padre del ragazzo espulso sarebbe già stato identificato e filmato all’epoca. Le indagini difensive confermano tra l’altro la presenza in quegli anni di un vice brigadiere dell’Arma omonimo al comando di Caserta. L’opposizione all’archiviazione aggiunge oltretutto che alcuni dei soggetti coinvolti, oltre ai dirigenti della società sportiva campana, avrebbero già patteggiato al procedimento aperto dalla Figc di fronte alla giustizia sportiva, per avere “omesso di salvaguardare l’incolumità del direttore di gara”. L’opposizione chiede anche di sentire testimoni oculari da altre squadre presenti al momento dell’aggressione e di considerarli quali testi “più affidabili” di altri, che, nel corso degli accertamenti, avrebbero cambiato versione più volte in virtù di un non meglio definito interesse. Istanze che ora tornano sui tavoli della Procura.

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