Ravenna, il nuovo piano sosta fa discutere. LpRa: “Unico obiettivo è incamerare entrate”. FdI: “Il centro vessato”

Ravenna
  • 02 gennaio 2026

L’annuncio del nuovo piano della sosta, destinato a entrare in vigore da marzo dopo l’approvazione della giunta comunale, ha suscitato reazioni critiche da parte delle opposizioni consiliari, che contestano sia il merito delle misure sia il metodo seguito dall’amministrazione. Se il sindaco Alessandro Barattoni ha presentato il provvedimento come un aggiornamento di un sistema fermo al 2012, finalizzato a favorire la rotazione dei parcheggi e una mobilità diversa nel centro storico, dalle minoranze emergono letture molto diverse, che mettono al centro l’aumento delle entrate previste e l’impatto su residenti e attività economiche.

A entrare nel dettaglio dei numeri è Alvaro Ancisi (LpRa), che collega il nuovo piano sosta alle previsioni contenute nei documenti di bilancio. Confrontando le delibere sulla copertura dei servizi a domanda individuale, Ancisi rileva che per il 2025 il Comune aveva previsto incassi dalla sosta a pagamento pari a 2 milioni e 790 mila euro, mentre per il 2026 la cifra sale a 3 milioni e 200 mila euro. Un incremento di 410 mila euro che, rapportato ai soli dieci mesi di applicazione del nuovo piano, equivale a un aumento medio del 17,6%. «Altro che semplice aggiornamento delle tariffe – sostiene – qui l’obiettivo evidente è incamerare entrate pesantemente maggiori dalle strisce blu». Ancisi contesta anche l’accorpamento delle zone tariffarie più esterne in quelle più costose, la riduzione delle aree a sosta libera e l’efficacia della mezz’ora gratuita, definita «una mancia utile solo per rapidi mordi e fuggi», oltre al metodo seguito dalla giunta, che presenterà il piano ai cittadini solo dopo l’approvazione.

Critiche politiche arrivano anche dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che inserisce il nuovo piano parcheggi e Ztl in un quadro più ampio di giudizio negativo sull’azione dell’amministrazione. Il consigliere comunale Pietro Maria Moretti parla di «un ennesimo provvedimento punitivo, che non risolve alcun problema strutturale della città ma scarica sui cittadini il costo di una gestione inefficace e ideologica». Secondo Moretti, «chi vive e lavora nel centro storico viene trattato come un problema da scoraggiare, anziché come una risorsa da tutelare», con il rischio di aggravare ulteriormente la situazione dei commercianti, già penalizzati dalla concorrenza dei centri commerciali e dell’e-commerce. Fratelli d’Italia annuncia quindi una battaglia politica contro il piano, ribadendo l’obiettivo di restituire a Ravenna un modello di città «viva, accessibile e orientata allo sviluppo».

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