Ravenna è la prima città italiana Capitale del mare per il 2026 e la nuova sfida parte con il posizionamento del monumento ai Caduti del mare venerdì prossimo 20 marzo al molo San Filippo di Porto Corsini. Come sottolinea il presidente dell’Ats “Restauro e spostamento del Monumento ai Caduti del Mare”, è “un giorno che aspettavamo da 12 anni”. La statua, realizzata dall’artista ravennate Giannantonio Bucci, torna infatti al suo splendore dopo il restauro per svolgere la funzione di saluto alle navi in entrata e in uscita dal porto. Grazie a un’azione integrata tra Comune, Autorità di sistema portuale, The International propeller club port of Ravenna, Associazione nazionale marinai d’Italia Gruppo Sarti di Ravenna. “È stato ed è uno splendido esempio della grande capacità di Ravenna di aggregarsi dinnanzi ad obiettivi identitari per il suo porto”, conferma.
Dunque, dopo quasi 12 anni di attesa, la statua dedicata ai marinai caduti in mare trova finalmente la sua nuova collocazione a Porto Corsini, di fronte al faro. E torna così a svolgere il suo “ruolo simbolico: salutare e accogliere i marinai che transitano nel porto, volgendo lo sguardo verso sud-est”, sottolinea Anmi. L’opera fu inaugurata il 3 aprile 1960 e per decenni ha rappresentato “un punto di riferimento per chi entrava e usciva dalla darsena”. Con l’evoluzione dell’area portuale è stato progressivamente decentrato, perdendo la sua funzione simbolica. Ma dopo il Raduno nazionale dei Marinai d’Italia del 2015 a Ravenna è iniziato il percorso per il restauro e la nuova collocazione.
Il monumento, aggiunge per l’Autorità portuale che ha reso possibili le attività di restauro ed ha realizzato il nuovo basamento, il presidente Francesco Benevolo, “tornerà a vivere, oltre ad essere un’opera di indubbio valore artistico, rappresenta per il porto, la città e l’intero territorio, un vero e proprio simbolo”. Ed è inserito nel più ampio progetto di riqualificazione di tutta l’area circostante il terminal passeggeri di Porto Corsini. Anche il direttore marittimo dell’Emilia-Romagna Maurizio Tattoli esalta l’opera come “simbolo del rispetto che la nostra comunità nutre verso tutti gli uomini e le donne che hanno dedicato la propria vita al mare. Vuole ricordare in modo permanente i marinai che non sono tornati a casa e rendere onore a tutti coloro che, ieri come oggi, solcano le acque con spirito di servizio, senso del dovere e passione”. Il porto di Ravenna, chiosa, “non è soltanto un’infrastruttura economica fondamentale per il territorio, ma è anche un luogo di tradizioni, di identità e di memoria collettiva”. Con questa inaugurazione, tira le somme il sindaco Alessandro Barattoni, si dà ufficialmente inizio alla nuova avventura di Ravenna Capitale italiana del mare 2026, che rappresenterà “una reale opportunità di crescita e di ulteriore visibilità per tutto il nostro vasto territorio”. Il riconoscimento è frutto di “un lavoro di squadra che vede il contributo delle tante anime della città che concorrono a renderla unica e di cui Ravenna, dal porto alle pinete, è espressione”.