RAVENNA - «Che senso ha tenere aperto tutto durante le ore più torride? Forse bisogna ripensare gli orari, aprendo le attività nelle ore meno calde, tipo dalle 17 alle 22». È la provocazione di Filippo Donati, titolare dell’Hotel Diana, ma anche una fotografia delle difficoltà che il turismo ravennate sta attraversando in questa estate segnata dal grande caldo. Perché se il weekend di Ferragosto si preannuncia vicino al tutto esaurito, il bilancio complessivo della stagione alberghiera resta negativo: luglio e l’inizio di agosto hanno registrato presenze ben al di sotto delle aspettative.
Il caldo, secondo gli operatori, è una delle principali ragioni del calo, soprattutto per quanto riguarda il turismo italiano. Le temperature elevate stanno spingendo molti connazionali a scegliere destinazioni più fresche, in particolare la montagna, rinunciando alle città d’arte. A questo si aggiunge il caro vita, con i costi del carburante e delle vacanze che rendono più difficile decidere di partire.
«Il weekend di Ferragosto andrà quasi certamente tutto esaurito, ma c’è poco per essere soddisfatti», spiega Donati. Le prenotazioni arrivano sempre più sotto data e questo permette di recuperare qualcosa, ma «in questo inizio di mese si è lavorato davvero poco». Il dato che meglio racconta la situazione è quello del 9 agosto: «Avevo ben venti camere libere». Una situazione impensabile negli anni passati, quando il pienone di Ferragosto era accompagnato da una forte domanda per tutto il periodo estivo.
A sostenere gli alberghi sono soprattutto i turisti stranieri legati alle crociere, in particolare provenienti da Stati Uniti, Messico e Sud America. «Ci stanno aiutando molto, sono presenze che puntellano la stagione, ma senza salvarla», sottolinea Donati.
Dello stesso tenore il bilancio dell’Hotel Centrale Byron: «Stiamo andando molto male. Poche presenze in tutto luglio e in questo inizio di agosto. Mai stati così bassi da quando lavoro in questo settore, da trent’anni». Anche qui gli stranieri delle crociere rappresentano la principale fonte di arrivi, mentre gli italiani si vedono poco, frenati dal caro carburante, dal costo della vita e dalle temperature. «La gente preferisce andare in montagna, piuttosto che il caldo delle città d’arte».
All’Hotel Mosaico il quadro non cambia: Ferragosto sarà pieno, ma agosto «non è andato bene per niente», con presenze italiane ridotte al minimo e soprattutto crocieristi a riempire le camere. Ancora più indietro rispetto allo scorso anno le prenotazioni al Palazzo Galletti Abbiosi, dove per Ferragosto restano numerose stanze disponibili e le poche prenotazioni arrivano all’ultimo momento. Prevalgono francesi, statunitensi e sudamericani, con gli europei più presenti durante la settimana e i crocieristi concentrati soprattutto nei weekend.
L’unica voce decisamente positiva arriva dal Palazzo Bezzi, dove la settimana di Ferragosto è in linea con gli anni passati: per sabato restano appena quattro camere libere su 32 e il flusso legato alle crociere, composto da americani, francesi e spagnoli, mantiene il trend positivo.
Resta però il problema di fondo: un Ferragosto positivo non basta a compensare un’estate debole. E Donati invita a interrogarsi anche sull’organizzazione della città di fronte a estati sempre più calde. «I turisti escono dall’albergo solo dopo le 16.30-17, quando il caldo è un po’ calato». Da qui la proposta di ripensare gli orari di negozi, monumenti e attività, concentrandoli nelle ore più vivibili, tra pomeriggio e sera. «Il sistema del turismo a Ravenna va rivisto», sostiene. Perché il rischio, conclude, è che i clienti storici scelgano definitivamente destinazioni dove trovare il fresco, lasciando a Ravenna un Ferragosto pieno, ma una stagione sempre più difficile da salvare.