RAVENNA - «Il fatto che non si sia trattato di un evento eccezionale, con tempi di ritorno più brevi di quanto sostenuto in precedenza, conferma ciò che abbiamo sempre affermato studiando i documenti della Regione e dell’Autorità di Bacino pubblicati dal 2003 in avanti»: Alessandra Musumeci, presidente del comitato “Noi ci siamo” che raggruppa circa 150 famiglie del Ravennate colpite dai disastri del 2023 e 2024, esprime «soddisfazione» per i primi esiti della relazione tecnica con cui gli esperti incaricati dalla Procura di Ravenna hanno ridimensionato la portata dell’alluvione del settembre dell’anno scorso. Sulla stessa scia anche il geologo Claudio Miccoli, ex funzionario regionale, per il quale «abbiamo vissuto due anni di disinformazione premeditata da parte di molti tecnici indicati dalla Regione come esperti e via via smentiti dai fatti ancora prima che dai consulenti». E poi l’affondo: «Stiamo vivendo, seppure con grave ritardo, la prima scena di un film che sarà sicuramente lungo e drammatico per qualcuno, come peraltro lo è stato e lo è per i tanti cittadini che hanno subito la drammatica disavventura dell’alluvione».
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