Ravenna, guerra tra piadinerie a San Zaccaria: telecamera rotta, arriva la condanna

Ravenna

Guerra per la piadina romagnola. E i titolari di due chioschi finiscono in tribunale. Non si tratta della storica diatriba tra chi la fa più spessa, chi sottile, né di una questione di ricetta, tipo strutto sì o strutto no. La battaglia legale è approdata nelle aule penali del palazzo di giustizia ravennate, ed è piuttosto riassumibile in una presunta lotta di vicinato: una bagarre tra due piadinerie sorte praticamente una sull’altra, a San Zaccaria. Naufragati i rapporti, sono iniziati gli sgarri. E alla fine sono fioccate le denunce, fra le quali quella per il danneggiamento di una telecamera, costata la condanna di uno dei due titolari a 6 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e risarcimento di mille euro (più spese legali) alla concorrenza, costituitasi parte civile.

L’apertura inaspettata

Caso strano quello di San Zaccaria. Un paesino affacciato su via Dismano che conta poco più di un migliaio di abitanti. Qui tutti conoscono il chiosco “La Sosta”, attività con circa vent’anni di storia, sorta su un punto strategico come il crocevia che interseca via Ponte della Vecchia, strada che porta a Cervia. All’origine dei problemi un’offerta: un preliminare di vendita che dopo un iniziale periodo di affiancamento si è risolto con la restituzione della caparra all’acquirente. Poi, intorno al 2021, non sono passati inosservati i lavori che hanno portato alla nascita di una nuova piadineria nel terreno adiacente. E allo stesso modo, tra il 2023 e il 2024, hanno destato una certa curiosità i cartelli apparsi nel cortile dello storico chiosco, come a rassicurare la clientela che l’attività non era in vendita. Sotto sotto, quegli avvisi raccontavano una tensione con il vecchio acquirente, ora proprietario del nuovo chiosco autorizzato dal Comune, sorto proprio a pochi metri di distanza, e inaugurato giusto l’estate scorsa.

La telecamera danneggiata

E’ nell’estate del 2022 che, per fare fronte a una serie di episodi sospetti, il titolare del chiosco “La Sosta” decide di installare quattro telecamere. Nemmeno il tempo di collaudare l’impianto e una di queste viene ritrovata rotta, rivolta verso il basso. Ma il sistema già stava registrando. E così parte la denuncia: dalle immagini, secondo il proprietario della storica piadineria, si vede l’ex aspirante acquirente, ora concorrente, “armato” di bastone, che colpisce l’apparecchio, danneggiandolo.

Per la Procura c’è materiale sufficiente per chiedere un decreto penale di condanna per danneggiamento all’indagato, 60enne originario di Cervia ma residente nella frazione: 9mila euro di multa, ridotti a 4.500 euro con pena sospesa subordinata al risarcimento del danno, pari a 100 euro. L’imputato però non ci sta. Si oppone, e difeso dall’avvocato Stefano Di Donato, affronta il dibattimento, nel quale il titolare de “La Sosta” si costituisce parte civile con l’avvocato Silvia Bagioni. Una questione più che altro bagatellare, che però ha portato comunque alla richiesta di pena e alla condanna, pronunciata dal giudice Roberta Bailetti. A dimostrazione che anche in Romagna la piadina divide, e non solo per la ricetta.

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