Ravenna, Giulia controllata a vista. Per la piccola Wendy funerali in forma privata

Ravenna
  • 13 gennaio 2024

Il giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Stefano Stargiotti convalidando l’arresto di Giulia Lavatura Truninger: la 41enne che lunedì mattina ha ucciso sua figlia Wendy di 6 anni gettandosi con lei dal nono piano del condominio di via Dradi non andrà in carcere, ma sarà seguita in clinica da specialisti. Per ora nel reparto di neurochirurgia al Bufalini di Cesena, dove la donna si trova ricoverata (40 i giorni di prognosi) poi, quando sarà dimessa, all’interno dell’Unità operativa del servizio psichiatrico del nosocomio ravennate. Il gip vuole evitare che possa tentare altri gesti estremi contro se stessa: un rischio giudicato alto, a maggior ragione dopo che ha dimostrato anche durante il colloquio tenutosi in ospedale una perfetta consapevolezza della portata della tragedia, come già durante l’interrogatorio con il pubblico ministero. Con la convalida dell’arresto e la misura cautelare, però, sono stati disposti anche accorgimenti specifici: la 41enne non sarà infatti piantonata dalla polizia penitenziaria, ma accanto a lei ci saranno figure incaricate di accompagnarla dal punto di vista psicologico.

Nel frattempo, proseguirà il procedimento penale per omicidio volontario e uccisione di animale (anche la cagnolina Jessy è stata trascinata nella terribile caduta): il prossimo passo del legale di Lavatura, l’avvocato Massimo Ricci Maccarini, sarà la richiesta di una perizia psichiatrica. Una direzione che dovrebbe vedere concorde anche la magistratura. L’incapacità di intendere e di volere, tesi fin dall’inizio sostenuta dalla difesa e che porterebbe a dichiarare la donna non imputabile, deve infatti essere comprovata da esperti del settore; in caso contrario, il processo in Corte d’Assise sarebbe inevitabile. Ma al momento l’interesse di tutti non è tanto arrivare a una ipotetica condanna, quanto assicurare una giustizia che, qualora si dovesse rilevare l’infermità mentale della donna, potrebbe passare anche attraverso l’avvio di un iter psichiatrico. Il percorso probabilmente non sarà breve né semplice, come sempre accade quando si tratta di tracciare un discrimine tra sanità e patologia negli abissi dell’anima.

Il caso della piccola Wendy e della sua mamma ha suscitato grande attenzione mediatica a livello nazionale, e sono diversi gli psichiatri che da tutta Italia hanno contattato l’avvocato della 41enne offrendo - anche gratuitamente - il proprio appoggio. Per chi si occupa della materia per professione, la tragedia di Ravenna implica temi fondamentali dibattuti nella letteratura scientifica, dall’incidenza delle cure sulla mente umana al ruolo dei farmaci.

Un altro aspetto in corso di valutazione da parte della difesa concerne la clinica in cui dare esecuzione alla misura cautelare quando la donna sarà dimessa dal Bufalini: il gip ha indicato il servizio psichiatrico di Ravenna, ma non è da escludere che in un secondo momento l’avvocato Ricci Maccarini possa presentare un’istanza per chiedere il trasferimento in un’altra sede.

Per quanto riguarda i funerali di Wendy, la famiglia ha chiesto al parroco del Santissimo Redentore che si tengano in forma strettamente privata.

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