Ravenna, fuori dal carcere 4 dei 9 arrestati nel blitz agli Speyer

Ravenna
  • 01 marzo 2026

RAVENNA - Cinque arrestati restano in carcere, mentre per altri quattro è stato disposto il divieto di dimora nel comune di Ravenna. È la decisione del giudice per le indagini preliminari Andrea Galanti sui nove indagati dell’operazione anti-spaccio condotta dalla Polizia di Stato ai Giardini Speyer. Il gip non ha convalidato gli arresti eseguiti in modalità differita, ritenendo non sussistenti i presupposti eccezionali previsti dal codice. Una valutazione formale che però non incide sulla gravità del quadro indiziario: secondo il giudice, gli elementi raccolti tra dicembre e fine febbraio delineano un concreto pericolo di reiterazione del reato. Per quattro indagati è stato disposto il divieto di dimora: in caso di violazione scatterà la custodia in carcere. Esclusi i domiciliari, anche per la mancanza di una stabile residenza. Agli indagati sono contestati da quattro a dieci episodi ciascuno di cessione di hashish, spesso avvenuti alla luce del sole e in prossimità di istituti scolastici. In due casi la droga sarebbe stata venduta a minorenni. Nell’ordinanza l’area viene descritta come una piazza di spaccio stabile, frequentata a ogni ora del giorno e della notte. I quantitativi sequestrati sarebbero modesti, ma inseriti in un fenomeno più ampio di microcriminalità diffusa.

Intanto, sul fronte della riqualificazione, l’amministrazione annuncia nuovi interventi per l’area. È previsto un investimento da 200mila euro per recintare e riqualificare il parco che si affaccia su viale Pallavicini, accanto alla stazione. A breve partirà la progettazione.

Il piano prevede anche la rimozione di alcune aiuole e l’installazione di nuovi punti luce. Entro fine anno dovrà inoltre essere rendicontato alla Regione un primo accordo di programma che include altre luci e sei telecamere, con l’ipotesi di aggiungerne una settima. Il vicesindaco Eugenio Fusignani ribadisce la linea dell’amministrazione: nessun presidio fisso della polizia locale, ma rafforzamento dei controlli, che però «non possono essere a carico del solo Comune». Resta la richiesta di un intervento normativo sulla certezza della pena. Nel medio periodo, l’apertura dello studentato universitario viene indicata come possibile leva di riqualificazione dell’area. L’obiettivo è affiancare agli interventi di sicurezza anche azioni sociali e nuovi servizi, per contrastare un fenomeno che – ammette lo stesso vicesindaco – non può essere risolto solo con operazioni di polizia.

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