Ravenna, flash mob per il personale delle Malattie Infettive e interrogazione in Parlamento VIDEO

Ravenna
  • 16 febbraio 2026

“La salute è un diritto fondamentale non un reato”, “Sanitari non gangster”, “Innocenti fino a prova contraria”. Sono alcuni dei messaggi messi nero su bianchi sui cartelli e manifesti che accompagnano il flash mob di questa mattina di fronte all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, per esprimere solidarietà ai medici indagati per presunti certificati irregolari per gli extracomunitari destinati al rimpatrio. Con medici e cittadini anche esponenti del Partito democratico, di Allenza Verdi Sinistra e dei sindacati. La consigliera regionale dem Eleonora Proni, presente al flash mob, sottolinea la necessità che, “pur nel pieno rispetto dell’azione della magistratura, si tutelino l’autonomia e la dignità professionale di chi svolge un’attività così delicata e complessa. Prima di qualsiasi accertamento definitivo non si possono costruire narrazioni che ledono l’immagine del servizio sanitario pubblico e dei suoi protagonisti”, rimarca. L’invito alla politica di Proni è dunque a non strumentalizzare l’indagine in corso, bensì “a valorizzare il ruolo dei professionisti della sanità, sostenendo chi opera con responsabilità e rigore in condizioni di pressione e difficoltà”. Anche Alleanza Verdi Sinistra esprime “piena solidarietà” ai medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, oggetto di perquisizioni e indagini nell’ambito di accertamenti relativi a certificazioni sanitarie connesse ai Cpr. Al flash mob partecipa il consigliere regionale Paolo Trande. “Il lavoro dei medici- spiega- deve essere rispettato e tutelato, non messo sotto pressione né tantomeno delegittimato per ragioni politiche”.

Interrogazione di Bakkali: “Gravissima la condotta di Piantedosi e Salvini”

È stata presentata dall’onorevole Ouidad Bakkali (Pd) un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell’Interno, in merito alla vicenda che coinvolge alcuni medici dell’Ospedale Santa Maria delle Croci, iscritti nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Ravenna su presunte irregolarità nella redazione di certificati di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri. Le perquisizioni svolte all’interno del reparto ospedaliero e nelle abitazioni dei professionisti avrebbero avuto modalità particolarmente impattanti, con ripercussioni sulla normale attività sanitaria e sul clima lavorativo della struttura.

Nel testo si richiamano le dichiarazioni pubbliche di esponenti del Governo, tra cui il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ritenute inopportune perché intervenute in una fase preliminare delle indagini e potenzialmente lesive del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Il documento pone al centro la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della professione medica che devono rimanere un presidio imprescindibile dello Stato di diritto e non possono essere sacrificate a logiche di propaganda politica. Si evidenzia che il rischio di una sovrapposizione tra piano sanitario, sicurezza pubblica e conflitto politico, con possibili effetti intimidatori sull’intera categoria. La valutazione sull’idoneità al trattenimento, si sottolinea, è un atto esclusivamente clinico che non può essere scambiato con una scelta politica legata alla gestione dei flussi migratori.

L’interrogazione chiede al Governo se ritenga opportuno che esponenti dell’Esecutivo esprimano giudizi di colpevolezza prima dell’accertamento dei fatti e sollecita misure urgenti per assicurare condizioni di lavoro serene e indipendenti ai professionisti sanitari chiamati a esprimere valutazioni cliniche nei CPR, anche attraverso linee guida nazionali chiare e condivise.

Bakkali ha espresso la propria totale vicinanza a tutto l’ospedale di Ravenna e ai suoi medici: «Il mio non è in alcun modo un giudizio sull’indagine in corso che rispetto e delle quali attendiamo gli esiti. – ha dichiarato Bakkali. Qui la questione gravissima è la condotta dei ministri Piantedosi e Salvini che sulla pelle di un intero ospedale, a indagini ancora in corso, si permettono dichiarazioni accusatorie, diffamatorie e infondate. A meno che non abbiano accesso a informazioni che dovrebbero essere a chiunque precluse, mi risulta difficile capire come Piantedosi possa ad esempio già dichiarare la falsità delle certificazioni e che i medici agissero su base ideologica e pregiudiziale. Dichiarazioni gravissime e che mirano a creare un clima intimidatorio.

Non accettiamo che si consumi questa propaganda pre-elettorale sulla pelle di un’intera categoria e che si arrivi a criminalizzare la cura. I migranti sono il capro espiatorio contro cui questo governo mostra la faccia feroce, ma sono anche l’ambito nel quale si è consumato il fallimento più grande di Meloni, insieme alla questione sicurezza. Hanno emanato decreti governativi ogni due mesi, ma nessuno dei problemi è stato né risolto né minimamente governato.»

L’interrogazione inoltre esorta a lavorare su linee guida e protocolli chiari, condivisi e trasparenti. «Ma questo – conclude Bakkali - vorrebbe dire governare e fare seriamente il proprio lavoro. Questi ministri invece campano di propaganda e fuffa».

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