Villa Marina prova a immaginare il proprio futuro, ma il presente continua a essere segnato da costi elevati, impianti obsoleti e un quadro normativo ancora incerto. Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea condominiale della struttura di Marina di Ravenna, l’ex colonia trasformata in residence turistico-alberghiero e oggi gestita da Colonia Srl.
Come spiega il presidente della società, Achille Sintoni Lamma, al momento i proprietari hanno scelto di limitare gli interventi alle sole urgenze. «Abbiamo deciso di affrontare solo una parte delle spese, quelle relative all’adeguamento dell’impianto antincendio. Per quanto riguarda invece l’impianto di condizionamento abbiamo deciso di aspettare, considerato l’alto importo e soprattutto l’attuale situazione di incertezza».
L’intervento sull’impianto termico e di raffrescamento resta infatti uno dei nodi principali della struttura: una spesa stimata attorno ai 500mila euro, difficile da sostenere per i 133 proprietari dei 150 appartamenti, già alle prese con un forte calo del valore immobiliare. Negli ultimi mesi Villa Marina aveva più volte lanciato l’allarme sul rischio di una paralisi della struttura in caso di guasti agli impianti, evidenziando come l’attuale modello economico della Rta non riesca più a garantire sostenibilità.
La vera partita si gioca però sul fronte urbanistico. Dopo la decisione del Comune di avviare il percorso per la rimozione del vincolo alberghiero, la società sta lavorando a un progetto condiviso con l’amministrazione comunale da presentare alla Regione. «Stiamo ultimando la bozza del progetto che, assieme al Comune, presenteremo alla Regione, con l’obiettivo di rimuovere il vincolo alberghiero, primo passo per un uso diverso degli appartamenti» spiega Sintoni.