E’ nato tutto da un esposto dei residenti di viale Farini alla Procura. Dal palazzo che si affaccia sui giardini segnalavano scambi sospetti, passaggi da mano a mano, consumo di droga en plein air. Guai a metter becco e disturbare gli affari. Chi s’impicciava riceveva in cambio minacce.
Quella lettera collettiva ha portato all’apertura di un fascicolo contro ignoti da parte del sostituto procuratore Raffaele Belvederi, che ha affidato alla polizia locale il compito di verificare la situazione con specifici appostamenti. Dal primo di questi, martedì sera, è stato arrestato per spaccio di hashish un ragazzo 19enne di origine egiziana ma residente a Piangipane.
L’indagine è partita servendosi di tre distinti equipaggi, uno dei quali in borghese, disposti tra i giardini e la stazione ferroviaria. E proprio nei pressi del palazzo, la pattuglia in abiti civili ha osservato la cessione di un pezzo di hashish a un cliente: 1,24 grammi per 10 euro.
A quel punto sono interventi i colleghi in divisa. Vedendoli, lo straniero ha capito subito. Si è messo a correre per tentare una fuga che si è conclusa all’altezza della stazione ferroviaria.
Il cliente, un uomo ravennate di 46 anni, ha ammesso di essere un acquirente abituale, con acquisti due o tre volte a settimana. Ha anche spiegato di essere puntualmente contattato dal pusher quando passa dalla stazione, per proporgli «del fumo».
Dichiarato in arresto, il 19enne è comparso ieri in tribunale, difeso dall’avvocato Filippo Plazzi. A fronte della richiesta del vice procuratore onorario Simona Bandini, il giudice Michele Spina ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Ravenna concedendo i termini a difesa.