Il Comune di Ravenna è contrario alla localizzazione nella frazione di San Pietro in Campiano della stazione di conversione nell’ambito del progetto Terna “Dorsale Adriatica Foggia-Forlì”. “Non è un no al progetto”, precisa l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani, rispondendo questo pomeriggio in consiglio comunale a un question time di Nicola Staloni di Alleanza Verdi Sinistra, che riporta le preoccupazioni dei residenti, chiedendo conto della posizione ufficiale del Comune sull’eventuale realizzazione della stazione a San Pietro in Campiano. Le preoccupazioni, precisa, sono per l’inquinamento acustico ed elettromagnetico; archeologiche e per la presenza del museo didattico. Inoltre, ricorda Staloni, per l’alluvione del 1997 l’area fu zona di sfogo per le acque e in quello del 2023 un’area non lontana è finita parzialmente sott’acqua. Si tratta, replica Cameliani, della progettualità di un’infrastruttura elettrica di Terna, un “progetto nazionale importante” che riguarda la dorsale Adriatica per l’interscambio di energia tra Sud e Nord Italia. Circa 600 chilometri, di cui 540 di cavi sottomarini e 60 di cavi interrati. Punta ad “aumentare la capacità di scambio di energia elettrica, migliorando la stabilità della rete e favorendo l’integrazione delle energie rinnovabili”. La stazione elettrica di appoggio deve essere inserita nelle vicinanze del tratto finale della dorsale e del territorio di Forlì. E l’intesa riguarda Stato e Regione, mentre i Comuni non hanno competenze dirette, possono solo esprimere un parere non vincolante.
Terna, precisa l’assessore, ha avviato sondaggi in diverse aree tra Ravenna e Forlì per individuare l’area per la stazione. E nei contatti con la società Palazzo Merlato ha più volte espresso “contrarietà” alla localizzazione a San Pietro in Campiano. “Magari non conosce bene il territorio”. Quell’area è altamente popolata con oltre 10.000 residenti. La società, aggiunge, sonda anche altri terreni, nel Comune di Forlì a Durazzanino. Per legge, conclude Cameliani, è prevista anche una consultazione pubblica, che avrebbe però senso “solo di fronte a ipotesi certe”. Al momento, conclude, le analisi non sono terminate e a novembre Terna presenterà le risultanze alle comunità. Staloni accoglie con favore la contrarietà della giunta, spera nella Regione che “ha più armi” e sostiene la consultazione pubblica: “Non farla e poi vedersi il cantiere potrebbe essere peggio”.