Uno studente su venti tra i 15 e i 19 anni ha provato almeno una volta il Fentanyl, la cosiddetta “droga dello zombie”: il dato, che emerge dalle statistiche del Dipartimento delle politiche contro la droga e dal Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl Ravenna, è tra quelli più eclatanti posti a fondamento del progetto “Scuole sicure”, con cui la Polizia locale si prefigge l’obiettivo di potenziare le azioni a contrasto del consumo e dello spaccio di stupefacenti intorno a istituti scolastici e luoghi di aggregazione giovanile. La Giunta in questi giorni ha approvato la bozza di protocollo d’intesa che regola le iniziative in programma fino al termine dell’anno scolastico: il Viminale ha messo a disposizione della Polizia locale di Ravenna una cifra di circa 37mila euro. Parte del contributo - 10mila euro - servirà per l’acquisizione di certificazioni necessarie all’utilizzo dei due droni di cui recentemente si è dotato il corpo: la loro tecnologia sarà utilizzata per «un più mirato monitoraggio e copertura di zone altrimenti difficilmente raggiungibili con la videosorveglianza tradizionale». Insomma, i velivoli saranno utilizzati per controllare i movimenti sospetti nei pressi di scuole e spazi giovanili: la descrizione del progetto allegata alla bozza di protocollo presenta una mappa delle aree sensibili che potranno essere sorvolate dai droni, consentendo così agli agenti un intervento più celere in caso fosse necessario intervenire. Le zone citate sono quelle «in prossimità degli istituti scolastici liceo classico Dante Alighieri, Itc Ginanni, Itis Baldini, scuola media Guido Novello», senza però tralasciare «il recente Bike Park inaugurato alla Polisportiva Darsena» e i Giardini Speyer.
Il progetto “Scuole sicure” vuole essere anche una risposta alle numerose segnalazioni che arrivano dalle scuole stesse: «Molte sono le istanze - si legge infatti nel documento - che annualmente i dirigenti scolastici inviano sia a fini informativi che di prevenzione, per individuare interventi mirati a tutelare gli studenti, utenti deboli, dai gravi rischi e conseguenze derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti».
A certificare l’allarme sociale per il fenomeno si citano anche «statistiche nazionali e il Servizio dipendenze patologiche dell’Ausl Ravenna», che rilevano concordemente «un aumento dell’uso delle sostanze stupefacenti nei giovani e giovanissimi». E i numeri sono spietati: nella fascia 15-19 anni, non pochi «riferiscono di aver usato almeno una volta nel corso dell’anno dell’indagine cocaina (dall’1,8% al 2,2%), stimolanti (dal 2,1% al 2,9%), allucinogeni (dall’1,6% al 2%) e nuove sostanze psicoattive, quali ad esempio il fentanyl o “droga dello zombie” (dal 5,8% al 6,4%)».