Ravenna, donna con due figli deve lasciare casa dopo la morte del compagno

Ravenna
  • 01 novembre 2026

RAVENNA - Aveva continuato a vivere nella casa del compagno anche dopo la sua morte, insieme ai due figli minorenni. Ma quell’abitazione, ereditata dal fratello dell’uomo, dovrà essere lasciata entro la fine dell’anno. Lo ha stabilito il Tribunale di Ravenna con una sentenza pronunciata il 26 ottobre dal giudice Pietro Baronio, che ha riconosciuto le ragioni del proprietario concedendo però alla donna altri due mesi per trovare una nuova sistemazione.

La vicenda nasce dalla morte dell’uomo, avvenuta il 7 aprile 2023. La casa in cui viveva è passata per successione al fratello, che ne è diventato proprietario esclusivo. All’interno dell’immobile è però rimasta una donna con i suoi due figli minorenni. Il nuovo proprietario ha più volte sollecitato la restituzione dell’abitazione, arrivando a inviare una diffida nel giugno 2025. Si è così rivolto al Tribunale dopo un ultimo tentativo di mediazione. La donna si è opposta alla richiesta sostenendo di non essere stata una semplice ospite. Con l’uomo deceduto aveva infatti intrattenuto una relazione sentimentale pluriennale e i suoi figli erano stati inseriti nello stato di famiglia del compagno. Una situazione che, secondo la sua difesa, configura una famiglia di fatto meritevole di tutela. Aveva inoltre evidenziato di non avere altre possibilità abitative.

Nel corso del processo le testimonianze hanno confermato l’esistenza della relazione affettiva. È però emerso anche un elemento determinante: la donna risulta ancora sposata con il padre dei bambini, dal quale è separata ma non divorziata. Il giudice ha spiegato che la convivenza sentimentale attribuisce a chi abita nella casa del compagno una posizione giuridica tutelata, definita “detenzione qualificata”. Questo diritto, tuttavia, non può prevalere su quello del proprietario quando il rapporto affettivo viene meno. Il Tribunale ha inoltre escluso l’applicazione della legge Cirinnà sulle convivenze di fatto, proprio per la permanenza del precedente vincolo matrimoniale. Ha anche considerato che i due minori non erano figli dell’uomo deceduto.

Da qui la decisione di accogliere la richiesta del proprietario e ordinare il rilascio dell’immobile. Il giudice ha però tenuto conto della presenza dei bambini e delle «notorie estreme difficoltà del mercato immobiliare» nel reperire un’altra abitazione, fissando al 31 dicembre prossimo il termine per l’esecuzione del provvedimento.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui