Aveva scritto tutto tra le colonne di un tema a scuola. Di quello stage che avrebbe dovuto darle un assaggio del mondo del lavoro ma che invece le aveva mostrato il lato più buio. Le righe di quel compito in classe consegnato a fine anno scolastico, nel 2024, si sono tradotte in un capo d’accusa nei confronti di due ragazzi italiani di 24 e 25 anni, a suo tempo dipendenti di un ristorante della provincia di Ravenna. Indagati per una presunta violenza sessuale, ieri sono comparsi davanti al giudice Corrado Schiaretti discutendo il processo con rito abbreviato. E qui, valutati nel complesso gli elementi emersi e in particolare le testimonianze dei colleghi di lavoro ascoltati nella passata udienza, la procura ha chiesto l’assoluzione. Il giudice ha aggiornato l’udienza prima di pronunciarsi.
Stando a quanto è possibile ricostruire, i fatti poi denunciati sarebbero avvenuti tra gennaio e febbraio di due anni fa. La giovane, in quel periodo ancora minorenne, aveva iniziato a lavorare come stagista in un ristorante della Bassa Romagna. Secondo quanto poi denunciato, la sua presenza avrebbe attirato l’attenzione di due dipendenti del locale, i quali avrebbero orientato attenzioni ritenute inopportune verso di lei. La ragazza lo aveva raccontato nel compito in classe. Rispondendo alla consegna di descrivere l’esperienza lavorativa fatta tramite la scuola, aveva riportato gli aspetti positivi, senza però trattenersi su quelli negativi: e qui aveva fatto cenno a quei due colleghi di lavoro che a suo dire avrebbero allungato le mani. Non uno, ma più palpeggiamenti: o meglio, un solo caso per uno di loro, due o tre episodi invece per l’altro.
Un racconto credibile e attendibile il suo, come ribadito in udienza dall’avvocata Luciana Maria Ippolito, con la quale la vittima si è costituita parte civile. Questo perché il fatto era emerso proprio in un tema scolastico, a distanza di mesi e in un contesto non familiare ma “neutrale”, quindi in astratto privo di possibili suggestioni o forzature.
Di diametro opposto le versioni degli imputati, che hanno sempre negato i fatti ritenendo di non avere mai esagerato né di essersi spinti oltre il limite fissato dalla minore. E su questa linea si è orientata ieri la difesa dei due imputati, difesi dagli avvocati Alberto Padovani e Giulia Guerrini. Dopo avere avvalorato le rispettive versioni sentendo anche altri colleghi di lavoro e acquisendo i tabulati fra uno dei testi e il padre della ragazza, si sono associati alla richiesta di assoluzione.