Quattromila euro in contanti. Mirko De Carli, 41enne segretario nazionale del Popolo della Famiglia, li ha fatti recapitare tramite il proprio legale in tribunale per saldare un debito e le spese legali sostenute dalla persona che lo ha denunciato per truffa. Non c’è due senza tre. Perché già in altre due occasioni il politico aveva fornito prova in aula dell’avvenuto risarcimento: prima con un bonifico, revocato il giorno dopo, poi con un assegno, risultato oggetto di denuncia di furto/smarrimento. Così ieri, nel corso del processo con rito abbreviato il giudice per l’udienza preliminare Corrado Schiaretti ha rinviato il prosieguo del procedimento al mese prossimo in attesa che la parte offesa verifichi l’autenticità delle banconote consegnate dall’imputato. L’aiuto dopo le elezioni Il caso riguarda una presunta truffa risalente al 2023, che era costata a De Carli un decreto penale di condanna al quale si è opposto scegliendo di andare a processo (difeso dall’avvocato Giorgio Vantaggiato).
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