Ravenna, danni durante i lavori in banchina: Autorità portuale si accorda e risarcisce

Ravenna
  • 12 ottobre 2026

Quasi 180mila euro a Eurodocks per i danni all’impianto antincendio provocati dai lavori di consolidamento della banchina. L’Autorità portuale a settembre ha approvato un accordo per risarcire la società terminalista ed evitare una causa. Il problema era emerso nel novembre 2023, durante le verifiche periodiche dei manutentori dell’azienda portuale: il livello dell’acqua nelle vasche di accumulo era inferiore alla norma.

Un’ispezione subacquea aveva poi accertato che la tubazione sotto la banchina, in penisola Trattaroli, era completamente ostruita da cemento e residui solidi. La conduttura alimenta l’impianto antincendio al servizio dell’intera area, compresi importanti insediamenti industriali. Vista l’importanza dell’impianto, Eurodocks aveva affidato d’urgenza la pulizia a una ditta specializzata. Durante l’intervento era però emerso un ulteriore problema: un tirante d’acciaio attraversava la conduttura, complicando e rallentando le operazioni. I lavori, svolti tra novembre 2023 e marzo 2024, avevano comportato un costo complessivo di circa 710mila euro. Gli accertamenti della direzione tecnica dell’Autorità portuale hanno ricondotto il danno all’intervento di rinforzo della banchina commissionato dall’ente stesso, concluso nel settembre 2020.

Intervento che era stato realizzato dopo un cedimento avvenuto nel marzo 2017. Per consolidare la struttura erano stati inseriti 210 nuovi tiranti. Secondo la stessa direzione tecnica dell’ente, l’impresa esecutrice non può essere ritenuta responsabile del danno perché la presenza della tubazione non era documentata né riconoscibile con la normale diligenza. L’Autorità aveva inizialmente contestato la richiesta di risarcimento, sostenendo di non essere stata informata tempestivamente né invitata a partecipare agli accertamenti. Una questione poi passata in secondo piano: l’ente ha scelto di accordarsi avendo accertato che il danno era stato effettivamente provocato da un proprio intervento e ritenendo che un contenzioso l’avrebbe visto probabilmente soccombere.

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