Per anni, da bambino, ci ha giocato attorno, senza immaginare che quel mucchio di ferro impolverato nascosto nella vecchia porcilaia del bisnonno fosse in realtà un pezzo rarissimo della storia del motociclismo europeo, macché, mondiale. Dopo anni di ricerche, documenti recuperati negli archivi inglesi e persino una lettera arrivata da Buckingham Palace, Luca Rocchi, 51 anni, residente a San Zaccaria, sa di custodire uno degli ultimi due esemplari esistenti in Europa di una Triumph 5/4 De Luxe del 1934.
Ravenna, dalla porcilaia spunta una Triumph nascosta: era una delle ultime due in Europa
Un pezzo raro
La storia della moto affonda le radici negli anni Trenta. Si tratta di una Triumph 500 costruita nel 1934, appartenente alla prestigiosa serie progettata dall’ingegnere inglese Valentine “Val” Page. All’epoca rappresentava il massimo della tecnologia motociclistica britannica: motore a valvole in testa, finiture di pregio e una produzione limitatissima. Secondo le ricostruzioni effettuate da Rocchi insieme agli esperti inglesi della casa motociclistica, ne sarebbero stati prodotti meno di mille esemplari complessivi e appena 200 nella versione De Luxe furono esportati prima del bombardamento della fabbrica britannica.
Comprata per 80 lire
La moto arrivò in Romagna attraverso un rivenditore forlivese e fu acquistata dal bisnonno di Luca, Paolo. «La comprò nel 1937 per circa 80 lire», racconta il proprietario. Durante la guerra, però, possedere un mezzo efficiente poteva attirare attenzioni indesiderate. Per questo il nonno Lorenzo la fece smontare e nascondere nel sottotetto di una porcilaia, mentre dai registri risultò demolita. Di quegli anni lontani è sopravvissuta una foto in bianco e nero: la Triumph ancora integra e una bimba in sella, Itala, la madre di Luca Rocchi.
Fatta a pezzi, la moto rimase per decenni nel dimenticatoio. «Era nascosta almeno dal dopoguerra - ricorda Rocchi -. Nessuno le aveva più dato importanza. Mio padre Walter la recuperò soltanto nel 2001, utilizzando un trattore con il muletto. Da quel momento iniziò il restauro».
Il restauro
La svolta nel 2015: «Un amico collezionista la vide e mi disse subito che avrebbe voluto comprarla. Mi fece capire che non era una moto qualsiasi. Da lì iniziai a studiare e a fare ricerche». Un percorso lungo anni, tra archivi, registri storici e contatti con il mondo Triumph. Nel frattempo sono giunte anche offerte economiche, oneste e non, tutte rifiutate. Il proprietario sapeva che quel «pezzo di cuore» era prezioso, tanto quanto lo sono i ricordi. Come quelli dei giochi d’infanzia insieme alle sorelle Mascia e Silvia, a gironzolare fra gli scatoloni in soffitta.
Grazie alla targa originale Rocchi ha ottenuto la Targa Oro Asi e il riconoscimento di veicolo tecnicamente unico, poiché molte Triumph dell’epoca venivano costruite quasi su misura per il cliente. Il 51enne ha contattato direttamente la casa inglese e gli storici del marchio. «Mi hanno spiegato che delle circa 200 moto esportate fuori dal Regno Unito molte andarono perdute durante la guerra, altre furono smontate o trasformate. Oggi risulterebbero sopravvissuti soltanto due esemplari in Europa: il mio e uno conservato in Spagna».
La lettera di re Carlo
A suggellare il lavoro di ricerca è arrivata nel 2025 anche una lettera proveniente da Buckingham Palace a nome del re Carlo III, che riconosce il valore storico del progetto di recupero. Per Rocchi, tuttavia, il valore della Triumph non si misura in rarità o quotazioni. «Non l’ho mai considerata un bene da vendere, ma un pezzo di storia della mia famiglia». Come quella foto in bianco e nero, testimonianza antica e dolce di un tesoro nascosto in casa.