Ravenna, da inizio anno passeggeri in crescita del 52,8% al terminal crociere

Ravenna
  • 11 settembre 2026

RAVENNA. Il porto di Ravenna mantiene una crescita complessiva dei traffici superiore al 2,5% nei primi otto mesi dell’anno. A conferma del suo “buono stato di salute” e della sua “dinamicità”. Tuttavia, avverte il presidente dell’Autorità di sistema portuale Francesco Benevolo commentando i dati, non si devono “sottovalutare i segnali di rallentamento emersi ad agosto che, seppure previsti, dimostrano la vulnerabilità anche del nostro scalo di fronte agli attuali scenari macroeconomici internazionali”. Sono dunque “essenziali”, sottolinea, il supporto e l’impegno congiunto sia del governo che della Regione dato che “solo la continuità degli investimenti nei progetti di potenziamento infrastrutturale già avviati potrà garantire resilienza e competitività nel lungo termine al nostro porto, ponendolo al riparo da futuri rischi dettati dalle fluttuazioni dei mercati globali”. Nei primi sette mesi dell’anno il porto di Ravenna registra una movimentazione che supera 16,3 milioni di tonnellate, in crescita del 6%. Gli sbarchi, oltre 14,6 milioni di tonnellate, crescono del 7,1%, e gli imbarchi, quasi due milioni, calano dell’1,5%. Mentre le toccate delle navi sono 1.516, otto in meno. Territorio positivo anche per il terminal crociere con 51 scali di navi, otto in più, e 193.536 passeggeri, il 52,8% in più, di cui 188.284 in “home port”. Per agosto la movimentazione complessiva è stimata in calo del 21,2%, riconducibile a agroalimentari solidi, liquidi e prodotti siderurgici, riducendo l’aumento negli otto mesi al 2,5%. Al terminal sono previsti 19 navi per 86.420 passeggeri, in crescita quasi del 30%.

Più nel dettaglio del periodo gennaio-luglio, il comparto agroalimentare supera 3,5 milioni di tonnellate di merce, +7,3%; i materiali da costruzione sfiorano tre milioni di tonnellate, +8,4%, con le materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo su del 6,1%. I prodotti metallurgici con oltre 3,3 milioni di tonnellate calano dell’1%, quelli petroliferi, con quasi 2,5 milioni di tonnellate aumentano invece del 18,1%. I concimi, oltre un milione di tonnellate, risalgono dell’1,5%;i prodotti chimici con circa 470.000 tonnellate calano del 9,8%. In linea i Teus, 130.241, e in aumento trailer e rotabili del 34,7% per numero di pezzi movimentati e del 2% in termini di merce movimentata. Per le automotive 16.707 pezzi movimentati, 12.097 in più. Ad agosto si stima un -46,7% per gli agroalimentari solidi, dovuto principalmente alla inoperatività dei porti ucraini ma nei prossimi mesi si attende l’arrivo di navi dai piccoli porti del Danubio e da altri Paesi di importazione. Calo dell’80% per quelli liquidi, a causa di un cambio delle modalità di erogazione degli incentivi GSE che ha creato incertezze sulle politiche di scorta e di importazione; e del 47,6% per i prodotti metallurgici che scontano la prevista gestione trimestrale dei contingenti autorizzati all’import senza applicazione di nuovi dazi previsti dall’Ue, a settembre si attende il rientro alla normalità. Negativi anche chimici liquidi (-2,1%), i materiali da costruzione (-l’1,9%), la merce su trailer (-9,4%) e il numero dei trailer( -7,5%). I Teus crescono invece: +9,8%.

Intanto tiene banco la questione del possibile transito di armi verso Israele. Il consigliere regionale del M5s Lorenzo Casadei chiede al governo di chiarire, sottolineando che “il segreto di stato non deve essere l’alibi per alimentare guerra e devastazione”.

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