Ravenna. Cultura in sciopero: «I siti non si reggono con il precariato»

Ravenna
  • 11 giugno 2026

«Per far vivere una città ricca di patrimonio culturale come Ravenna, ci vuole un lavoro di qualità e questa qualità non può prescindere dal riconoscimento contrattuale e professionale di chi ogni giorno accompagna i turisti tra le bellezze artistiche del territorio». Queste le parole della segretaria generale della Fp Cgil Ravenna, Lisa Dradi, che, insieme al NIdiL (la categoria della Cgil che tutela i lavoratori atipici ndr) , scenderà in piazza domani mattina per manifestare contro il precariato del mondo della cultura.

I principali nodi riguardano il riconoscimento e la crescita lavorativa, nonché le criticità a livello di salario e di diritti garantiti contrattualmente. «Soprattutto nel settore della cultura, esistono diversi contratti anche per la stessa mansione: questo implica una diversa retribuzione pur svolgendo lo stesso compito», commenta Dradi.

La precarizzazione è il filo rosso attorno a cui ruota lo sciopero nazionale di venerdì, ma non è l’unico: oltre ai contratti, si protesta contro i tagli alla cultura: « Alcuni contratti sono obbligatoriamente part-time; altri con finte partite iva e altri ancora rischiano di non essere applicati perché mancano le risorse».

La carenza di fondi e i tagli ministeriali sono una piaga che dall’autunno dello scorso anno colpisce e indebolisce l’intero settore artistico e culturale del Bel Paese. Per Fp Cgil, c’è un forte bisogno di un confronto tra le autorità locali e il governo: durante l’incontro in programma con il Prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi, il sindacato gli chiederà di accendere un faro su queste criticità di fronte al Ministero, con particolare attenzione per la città di Ravenna.

«Il nostro è un territorio ricco non solo per i monumenti riconosciuti dall’Unesco o per i siti archeologici tutelati da RavennAntica, ma anche per il patrimonio storico, artistico e culturale delle biblioteche e dei teatri», ricorda la segretaria. «Per valorizzarlo al meglio, gli operatori e le operatrici del settore necessitano di una serenità economica e di una prospettiva di crescita professionale e personale».

La grande ricchezza di Ravenna non è solo artistica, ma anche umana. «Ravenna ha un patrimonio unico a livello culturale. Questo territorio, se vogliono che i siti vengano mantenuti, ha bisogno di professionalità, vale a dire persone che conoscano a menadito ogni tessera di mosaico, l’arte, la storia e il patrimonio della città».

Alessia Bandini

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