Sette condanne per il disastro e il crollo della chiusa San Bartolo, ma il reato di omicidio colposo per la morte di Danilo Zavatta è prescritto nei confronti di cinque imputati. È la sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Ravenna al termine del processo per il cedimento della chiusa sul Ronco, avvenuto il 25 ottobre 2018 e costato la vita al tecnico 52enne della Protezione civile. Il giudice Cosimo Pedullà ha condannato Daniele Tumidei, rappresentante legale della Gipco, società titolare della concessione per la centrale, Angelo Sampieri, tecnico incaricato dalla Go4it del progetto esecutivo e della direzione lavori, Franco Frosio, incaricato dalla Go4it del progetto definitivo, Andrea Bezzi, tecnico della Protezione civile di Ravenna, Claudio Miccoli, tecnico della Protezione civile all’epoca dirigente, Davide Sormani, che per la Protezione civile siglò l’istruttoria per il rilascio del Visto, e Mauro Vannoni, dirigente pro tempore del Servizio Area Romagna, per i reati relativi al crollo e al disastro colposo, mentre ha dichiarato prescritto l’omicidio colposo, contestato a Tumidei, Sampieri, Silvano Landi e Massimo Casanova, rappresentante di fatto dell’impresa costruttrice, oltre a Bezzi.
Ravenna, crollo della chiusa San Bartolo: sette condanne
Le condanne
Le pene sono di 2 anni e 8 mesi per Angelo Sampieri, 2 anni e 2 mesi per Franco Frosio e 2 anni ciascuno per Daniele Tumidei, Andrea Bezzi, Claudio Miccoli, Davide Sormani e Mauro Vannoni. Per Tumidei, Bezzi, Sormani e Vannoni è stata inoltre disposta la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale.
Le contestazioni dei capi A e B riguardavano i reati di disastro colposo e crollo in relazione alle diverse fasi che hanno accompagnato la realizzazione della centrale idroelettrica sulla chiusa San Bartolo: dalle fasi preliminari e progettuali alla costruzione dell’impianto, fino alle attività connesse all’istruzione del procedimento amministrativo. È su queste contestazioni che il tribunale ha ritenuto responsabili sette imputati.
La morte di Danilo Zavatta
Per quanto riguarda invece la morte di Zavatta, la prescrizione dell’omicidio colposo era già stata anticipata dal giudice nell’ordinanza della scorsa settimana e viene ora recepita nel dispositivo della sentenza. La Procura aveva sostenuto in aula che il termine potesse essere raddoppiato attraverso l’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, chiedendo quindi di superare la prescrizione. Le richieste del pm Lucrezia Ciriello avevano superato i 22 anni complessivi nei confronti di otto imputati su nove. Per Casanova era stata invece chiesta l’assoluzione.
Due le assoluzioni: Silvano Landi e Massimo Casanova sono stati assolti dal reato contestato al capo A per non aver commesso il fatto. Per entrambi, come per Tumidei, Sampieri e Bezzi, il reato di omicidio colposo contestato al capo C è stato invece dichiarato prescritto.
La sentenza dispone infine il dissequestro e la restituzione alla Go4it dell’impianto idroelettrico sul Ronco e alla Regione Emilia-Romagna del manufatto della chiusa San Bartolo. La motivazione dovrà essere depositata entro 90 giorni.