RAVENNA. Il secondo trimestre del 2026 conferma la tenuta del sistema imprenditoriale ravennate. Tra aprile e giugno il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è positivo per 147 unità ed è il risultato di 455 iscrizioni e 308 cessazioni volontarie (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il tasso di crescita si alza al +0,41%, migliorando il +0,33% registrato nello stesso periodo del 2025 e portando a 35.754 il numero complessivo delle imprese registrate nel Registro delle Imprese della provincia di Ravenna. Nel corso del trimestre, inoltre, le imprese artigiane hanno fatto registrare 180 iscrizioni e 133 cessazioni, con un saldo netto di +47 unità e un tasso di crescita del +0,49% e portando lo stock totale a 9.619 imprese. Questi i principali dati che emergono dall’analisi statistica condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese.
“In provincia di Ravenna – ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna - tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda, a testimonianza della capacità delle imprese di creare valore. Ma per consolidare questa traiettoria è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell’intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento. Oggi la competitività si misura sempre più sulla capacità di utilizzare i dati e le nuove tecnologie per rendere i processi più efficienti, sostenibili e produttivi. Un potenziale che può tradursi in opportunità anche per il territorio ravennate, a condizione di continuare a investire sulle persone, sulle competenze e sulla collaborazione tra imprese, sistema della ricerca e istituzioni. È da questa alleanza che passa la capacità del territorio di attrarre talenti e investimenti, generando innovazione e costruendo una crescita duratura”.
La crescita del trimestre è sostenuta soprattutto dalle Costruzioni (+40 imprese) e dai Servizi; dopo l’edilizia, spiccano, per saldo netto, le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+28 unità), attività amministrative e servizi di supporto (+25), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+24) e gli altri servizi (+21). In termini assoluti, crescono pure le attività artistiche, sportive e di divertimento (+18), credito (+17), il commercio (+14) e la consulenza informatica (+8). In aumento di 3 unità istruzione e sanità, di 2 fornitura di energia elettrica-gas e di 1 l’agricoltura. Sull’altro versante, le attività manifatturiere decrescono, anche se appena del -0,04% (1 impresa in meno); in lieve calo anche trasporto e magazzinaggio (-1 unità), attività immobiliari (-1) ed attività editoriali (-2).
L’analisi per forme giuridiche conferma una tendenza ormai consolidata: le società di capitali restano la componente più dinamica del tessuto imprenditoriale ravennate: con un saldo positivo di 78 unità (frutto di 118 iscrizioni e sole 40 cessazioni) mettono a segno un tasso di crescita del +0,85%. Le imprese individuali crescono di 73 unità (+0,39%). Prosegue la flessione delle società di persone, che chiudono il trimestre in territorio negativo, con un saldo di -6 attività (-0,1%) ed è l’unica forma giuridica in contrazione.
Aumentano le imprese giovanili (+3,77%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni pari a +85 unità), con un tasso di crescita relativo che risulta molto più elevato rispetto al complesso delle imprese. In espansione le imprese straniere (+1,71% e saldo pari a +80 unità) e pure le imprese femminili con 47 attività in più e tasso trimestrale positivo pari a +0,62%. Si denota un certo aumento di velocità per tutte e tre le tipologie, rispetto all’anno prima, con risultati superiori rispetto al totale della struttura imprenditoriale locale (+0,41% il tasso trimestrale complessivo).