RAVENNA. Dall’entità al metodo di calcolo, fino ai conferimenti, gli abbandoni e la morosità. Confcommercio Ravenna mette nero su bianco in una lettera al sindaco Alessandro Barattoni “la situazione di forte criticità” creata dall’introduzione della tariffa corrispettiva puntuale per la gestione dei rifiuti. E chiede un intervento urgente per definire “un modello equo”. Dalle imprese, spiega il presidente Mauro Mambelli, si segnalano “aumenti estremamente rilevanti”, fino al 100% rispetto alle tariffe precedenti, che sono “difficilmente sostenibili” per molte attività, in particolare per ristoranti, bar, pubblici esercizi e commercio, già alle prese con un “aumento generalizzato dei costi”. Mambelli punta il dito anche contro la “marcata disparità tariffaria” tra Ravenna e i Comuni limitrofi, “una evidente distorsione competitiva”. A Cesena per esempio un ristorante paga 10,62 euro al metro quadro, a Ravenna fino a 20,16 euro. Un bar a Cesenatico paga 5,03 euro al metro quadro, a Ravenna fino a 16,88. L’associazione segnala anche “criticità strutturali” nel metodo di calcolo della tariffa: Cna condivide il principio alla base, ma il sistema sembra tradirlo: le imprese infatti devono dichiarare preventivamente il numero e la capacità dei contenitori utilizzati per la raccolta. Su cui si stima un quantitativo teorico di indifferenziato, moltiplicando il volume dei contenitori per il numero massimo di passaggi previsti. “In questo modo la tariffazione puntuale perde la propria funzione originaria e finisce per penalizzare proprio le imprese più virtuose, cioè quelle che producono meno rifiuti o che differenziano maggiormente”.
Nel concreto, per le attività del forese si prevedono 52 conferimenti annui di base, “un numero spesso sproporzionato rispetto all’effettivo utilizzo del servizio, che determina un aumento significativo dei costi senza alcuna correlazione con i conferimenti reali”, si fa presente Servono dunque “sistemi più evoluti che consentano di misurare con precisione i conferimenti effettivi”, attivando l’applicazione dedicata al monitoraggio affinché le imprese possano verificare in tempo reale i passaggi effettuati. C’è poi il tema dei costi derivanti dall’abbandono dei rifiuti e dalle morosità, che “non possono continuare a ricadere indiscriminatamente su cittadini e imprese che rispettano le regole”. Su tali criticità, conclude Mambelli, Confcommercio Ravenna ha avviato un confronto con il Comune da dicembre ma “nonostante i numerosi solleciti registriamo con forte preoccupazione l’assenza di risposte concrete”. Da qui la richiesta di un intervento, con l’apertura urgente di un tavolo di confronto con Comune e gestore del servizio per rivedere gli attuali meccanismi di calcolo della tariffa e definire “un modello realmente equo, trasparente e sostenibile per le imprese”.