Ravenna, concessione del bagno Park Hotel. Il Tar respinge l’istanza della società contro la decadenza

Ravenna
  • 16 gennaio 2026

RAVENNA - Il Tribunale amministrativo regionale dà ragione al Comune e respinge l’istanza cautelare con cui la proprietà dell’ex Park Hotel di Marina di Ravenna chiedeva di sospendere il provvedimento di decadenza della concessione balneare dello stabilimento notificato da Palazzo Merlato a metà dello scorso ottobre. Contro tale decisione il privato ha deciso di opporsi presentando un ricorso al Tar, ma ieri i giudici si sono espressi in via cautelare respingendo l’istanza: secondo il Tribunale amministrativo, infatti «non sussiste la probabilità di un esito favorevole della causa - si legge nell’ordinanza - in quanto il provvedimento di decadenza impugnato si basa su puntuali verbali di sopralluogo (corredati dalla relativa documentazione fotografica) che hanno verificato l’inattività dello stabilimento». Oltre il danno, per la proprietà, con la decisione arriva anche la beffa, perché il Tar ha disposto la condanna al pagamento delle spese per la fase cautelare a favore del Comune, quantificate in 2.000 euro.

La decisione di far decadere la concessione, però, non fu del tutto una doccia fredda: una risoluzione in tal senso era stata infatti annunciata dal Comune già alla fine dell’estate, e il bagno Park Hotel, non a caso, è rimasto chiuso durante la stagione balneare. Fino al 2024, lo stabilimento aveva invece proseguito la sua attività, mentre i cancelli dell’albergo collegato - una delle principali strutture del territorio ravennate per ampiezza e prestigio - sono serrati dal 2019, complice anche il biennio pandemico 2020-2021. La proprietà, un gruppo veneto che gestisce diverse strutture di lusso, pareva intenzionata a riaprire nel 2023 dopo alcuni lavori di ristrutturazione. L’hotel, tuttavia, è ancora chiuso, con la Pro Loco di Marina che in più occasioni ha manifestato le proprie rimostranze a riguardo. Anche perché l’edificio è un pezzo di storia di assoluto pregio: la struttura, sorta sulle vestigia dell’antica villa Ottolenghi, appartenne anche a Giuseppe Di Stefano, tra i più grandi tenori del Novecento, che aveva scelto proprio la località balneare per trascorrere le proprie vacanze estive. Dai fasti del passato si è però giunti allo stato di abbandono attuale, in cui gli episodi di vandalismo ai danni dell’edificio si sono sommati all’incuria in cui versa la spiaggia in concessione.

Ora l’ordinanza cautelare del Tar lascia pensare ad una decisione favorevole al Comune anche nella decisione sul merito della questione, aprendo a nuove prospettive per il futuro dell’ex Park Hotel e dell’annesso stabilimento.

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