RAVENNA. Nei giorni scorsi (sabato, attorno alle 17, in via Cella) un ciclista 18enne è stato investito da un’auto pirata in via Cella, all’incrocio con via Fosso Ghiaia, fortunatamente senza gravi conseguenze. L’episodio è stato denunciato su Facebook dal padre del ragazzo.
«Ringrazio», scrive su Fb Federico Moriconi, «veramente quel signore che passando e sotto richiesta di aiuto di mio figlio si è fermato e gli ha lasciato un giubbotto piegato sotto la testa e una coperta addosso per scaldarlo. Ringrazio il ragazzo che era poco distante e ha visto tutto facendo da testimone alla polizia municipale. Purtroppo non provo lo stesso sentimento per l’investitore perché appena avuto l’incidente ha tirato dritto senza prestare soccorso... Mio figlio è 190cm per 80 kg e se ti arriva sul cofano te ne accorgi . Non è come investire una nutria. Chiederei solo se se si facesse vivo o qualcuno vedesse la macchina con ammaccature sul cofano... almeno per dare lo scarico, visto il mancato soccorso, posso capire che ci si spaventa... ma è andata molto bene a Lorenzo e a lui.»
Oggi interviene il Comitato Amici del Ciclismo con una nota nella quale «esprime ferma condanna per il grave episodio avvenuto all’incrocio tra via Cella e via Fosso Ghiaia, dove Lorenzo Moriconi, ciclista diciottenne, è stato investito da un’auto che si è poi allontanata senza prestare soccorso. È un fatto di una gravità inaccettabile, che chiama in causa prima di tutto il senso di civiltà, oltre che le responsabilità individuali».
«Lorenzo Moriconi», prosegue la nota, «è uno dei pochi giovani ciclisti della città. È uno dei nostri ragazzi: un esempio di passione, impegno sportivo e dedizione. Colpire un giovane in allenamento e poi scappare significa non solo infrangere regole: significa tradire l’idea stessa di comunità e di rispetto della vita. Come Comitato lavoriamo da tempo per far crescere una cultura delle due ruote: abbiamo promosso il Bike Park per avvicinare i più piccoli al ciclismo in modo sicuro, educativo e inclusivo. Ma poi, per chi cresce e si allena, il “campo” diventa inevitabilmente la strada. E se la strada non è sicura, la passione si spegne, i giovani si allontanano, e tutti perdiamo un pezzo di futuro».
«Per questo», scrive il comitato, «chiediamo tutele concrete e immediate, a partire da via Cella, la strada che moltissimi ciclisti ravennati percorrono quotidianamente per raggiungere la prima collina di Bertinoro». Ecco le richieste: «Cartelli di rispetto per i ciclisti su via Cella: installazione di cartellonistica dedicata e ripetuta che richiami con chiarezza l’obbligo di mantenere la distanza minima di 1,5 metri in fase di sorpasso, oltre alla prudenza in prossimità di incroci e punti critici. 2. Campagna cittadina per rispetto e tutela dei ciclisti: una campagna continuativa su educazione, convivenza e sicurezza, perché il rispetto non può essere affidato alla sensibilità del singolo: va costruito e rinforzato nel tempo. 3. Iniziative con la Fondazione Michele Scarponi: proponiamo un percorso condiviso con la Fondazione Michele Scarponi per progetti di sensibilizzazione, formazione e prevenzione: nelle scuole, sul territorio, con azioni rivolte a tutti gli utenti della strada. L’obiettivo è uno solo: evitare che la prossima volta non sia “andata bene”».
«Ringraziamo», aggiunge il comitato, «chi si è fermato a prestare aiuto e chi ha testimoniato: sono gesti che indicano la direzione giusta. Ora però serve un impegno pubblico e concreto: perché non possiamo chiedere ai giovani di pedalare con prudenza se poi non garantiamo loro tutele reali. Il Comitato Amici del Ciclismo è disponibile fin da subito a incontrare Comune, Polizia Locale e realtà del territorio per definire tempi e modalità degli interventi su via Cella e sulle arterie più frequentate dai ciclisti. Più rispetto. Più educazione. Più sicurezza. Per Lorenzo, per tutti, per i nostri ragazzi».