Ravenna, caos in consiglio comunale: Ancarani (FI) in piedi sul banco, Staloni (AVS) bestemmia

Ravenna
  • 14 ottobre 2026

RAVENNA - Caos in consiglio comunale, con tanto di bestemmia a favore di microfono. E’ stata una seduta movimentata, quella di martedì, non soltanto per la protesta degli abitanti di Porto Corsini per la chiusura di via Baiona ma anche per la contestazione di Alberto Ancarani (FI) verso il vicesindaco Eugenio Fusignani. Inizialmente il numero due di Palazzo Merlato non era in aula nonostante avesse alcune interrogazioni a cui rispondere. Una, datata 10 luglio, del consigliere Nicola Staloni (AVS) che è in maggioranza. Il fatto è stato fatto notare dallo stesso Staloni al presidente del consiglio comunale Daniele Perini.

Come detto, però, era Ancarani il più inferocito verso Fusignani: il consigliere comunale di Forza Italia ha prima proposto una censura del consiglio nei confronti del vicesindaco e poi, per protesta, si è messo in piedi sul proprio banco. Una volta arrivato Fusignani si era deciso che rispondesse per primo a Staloni ma Ancarani ne ha fatto una questione di principio: “Il vicesindaco non può venire in aula quando vuole, ha 4 deleghe in croce, deve rispettare il consiglio comunale”. Le vivaci proteste di Ancarani sono continuate mentre Perini, dal canto suo, invitava Staloni a leggere la propria interrogazione ignorandole. Ma il caos in aula era troppa ed è qui che al consigliere di Avs è scappata una bestemmia ed una parolaccia prima di chiedere: “Ma ... come faccio a leggere l’interrogazione in queste condizioni?”. A quel punto la seduta è stata sospesa.

Veronica Verlicchi, consigliera comunale de La Pigna, stigmatizza l’accaduto sul proprio profilo Facebook, condividendo il momento della bestemmia: “Se a voi sembra normale che un consigliere comunale bestemmi durante una seduta del Consiglio, in diretta streaming. Se a voi sembra normale che un altro saltelli per l’aula urlando fino a salire in piedi sul proprio banchetto. Se a voi sembra normale che il tutto passi in cavalleria... Beh a me non piace. È noto come io sia piuttosto decisa nei miei interventi e che non conceda davvero nulla al Pd, ma francamente questi spettacoli sono un insulto all’istituzione e quindi ai Ravennati che ci hanno eletti”.

Mercoledì mattina ha preso posizione anche il Pri, partito del vicesindaco Eugenio Fusignani, con la segretaria comunale Nives Raccagni e la provinciale Laura Beltrami: “Quanto avvenuto ieri sera nell’aula del Consiglio Comunale di Ravenna segna una delle pagine più tristi e grottesche della storia istituzionale recente della nostra città, poiché vedere un capogruppo consiliare arrampicarsi in piedi su un banco con le scarpe per mettere in scena una provocazione plateale e impedire lo svolgimento di un’interrogazione non è un atto di dialettica politica ma solo un’esibizione da saltimbanchi a spese dell’intera comunità”. Secondo Fusignani “rasentano il ridicolo” le accuse rivolte al vicesindaco. Secondo il pri “il lavoro primario degli assessori e del Vice Sindaco non risiede nell’aula del Consiglio, ma nell’attività della Giunta e nell’operatività quotidiana di governo della città. Inoltre nessun amministratore ha l’obbligo di rendere pubblico il proprio stato di salute, i dettagli relativi a interventi chirurgici subiti o le terapie conseguenti, a fronte peraltro di indisponibilità o ritardi che sono sempre stati comunicati preventivamente e con assoluta trasparenza. Non di meno risiede l’obbligo di dover giustificare eventuali incontri istituzionali che, com’è intuitivo, non sono necessariamente legati alle singole deleghe ma attengono alla rappresentanza dell’ente e dell’intera comunità, cosa che conosce benissimo chiunque appartenga davvero alla cultura liberale”.

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