PUNTA MARINA. Valorizzare il territorio e investire nel futuro delle nuove generazioni: è questo uno dei messaggi centrali emersi dall’assemblea territoriale dei soci di Camst group, svoltasi a Punta Marina venerdì 12 giugno. Nel corso dell’incontro, quattro giovani hanno ricevuto una borsa di studio da 1.000 euro, nell’ambito del premio di laurea che il gruppo dedica ogni anno ai figli dei propri dipendenti che si sono distinti per i risultati conseguiti nel proprio percorso accademico. I riconoscimenti quest’anno sono stati assegnati a Ottavia Novelli (Università di Ferrara), Benedetta Ghirotti, Maddalena Contoli e Alisea Succi (Università di Bologna). L’iniziativa si inserisce nel più ampio sistema di welfare che il gruppo dedica ai dipendenti e alle loro famiglie, in coerenza con un modello di impresa orientato alla sostenibilità.
Ad aprire i lavori è stato il saluto del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e dell’assessora alle Politiche e cultura di genere, Scuola e Infanzia, Bilancio, Diritti degli Animali Francesca Impellizzeri, a cui si sono aggiunti anche Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, Mirko Bagnari, Coordinatore territoriale Ravenna di Legacoop Romagna e Carlo Alberto Gollini, presidente di Legacoop Imola.
“Le assemblee sui territori sono un momento fondamentale nella vita dell’impresa, in cui ci incontriamo e ci confrontiamo con i nostri soci” dichiara Francesco Malaguti, presidente Camst group. “Al di là dei risultati, che sul territorio romagnolo ci hanno particolarmente premiato nel corso di questi cinquanta anni di attività, analizziamo l’impatto reale generato, perché crescere per noi significa soprattutto restituire valore attraverso il lavoro, le tante iniziative di formazione e di welfare aziendale, con un’attenzione specifica al supporto dei giovani nella costruzione dei loro percorsi di vita”.
L’assemblea di Ravenna cade in un anno di particolare significato per Camst group: nel 1976, esattamente cinquant’anni fa, il gruppo aprì in città la propria sede amministrativa, avviando una presenza che avrebbe cambiato il volto dei servizi di mensa in Romagna. Quello stesso anno fu inaugurata la ‘Cucinona’, il primo centro cottura in zona e tra i primi in Italia, che ridefinì il modo di concepire la ristorazione collettiva su larga scala, introducendo standard organizzativi e qualitativi destinati a diventare riferimento per l’intero settore. Il servizio fu accolto dal territorio come una grande scommessa collettiva, compartecipata da enti pubblici, mondo cooperativo e utenza, in grado di fornire soprattutto a lavoratori di piccole aziende e agli studenti una risposta all’esigenza di poter fruire di pasti di qualità a costi accessibili, opportunità all’epoca riservata solo ai lavoratori delle grandi aziende. A completare questo slancio innovativo, fu aperto poco dopo il primo ristorante self-service di Camst sul territorio.
Ravenna rappresenta il polo principale dell’attività di Camst group in Romagna, con 18 milioni di euro di fatturato, 472 dipendenti e 301 soci lavoratori. Nella provincia, il gruppo gestisce un centro cottura centralizzato e serve oltre 2,7 milioni di pasti l’anno.
In Romagna Camst group opera in tutti i comparti della ristorazione collettiva (scolastica, aziendale, socio-sanitaria e commerciale) con due cucine centralizzate.
Oltre 50,6 milioni di euro di fatturato, più di 800 dipendenti, 698 soci lavoratori e oltre 7,5 milioni di pasti serviti l’anno descrivono l’attività svolta nelle province romagnole. A questa presenza si affiancano due società del gruppo radicate nel territorio, Bassa Romagna Catering e I Due Castelli. Nel settore della refezione scolastica, il gruppo gestisce i servizi in numerosi comuni, tra cui Forlì, Imola, Ravenna, Sant’Arcangelo di Romagna, Gambettola, Misano e San Giovanni Marignano. Nel comparto socio-sanitario, tra i clienti figurano ASP Circondario Imolese, Seacoop Imola e OPF (Ospedali Privati Forlì). Sul fronte della ristorazione aziendale, il gruppo serve realtà di rilievo regionale e nazionale come Rosetti Marino, Fruttagel, Euro Company, Deco, Indel B, Gruppo Sacmi, Marcegaglia, Alma Petroli e Unigrà.
Per la ristorazione commerciale, una presenza distintiva sul territorio è quella del format Tavolamica: dieci ristoranti self-service a Bertinoro, Pievesestina, Arrigoni, Forlì, San Mauro Pascoli, Fornace Zarattini, Le Cicogne, Centro Direzionale Porto S. Vitale e Bassette, pensati per la pausa pranzo dei lavoratori, con un’offerta gastronomica che unisce tradizione e tecnologia digitale, con l’app per la consultazione dei menu e degli allergeni. Questo format ha ridisegnato il concetto di mensa trasformandolo in un’esperienza su misura: ambienti innovativi e confortevoli, menù bilanciati e sempre variabili elaborati da nutrizionisti e chef con materie prime certificate e di stagione, convenzioni flessibili per le aziende e un’attenzione costante alla sostenibilità. Completa l’offerta commerciale il ristorante Gustavo Bizantino a Ravenna.
L’impegno di Camst group in Romagna si esprime anche attraverso il sostegno a iniziative e realtà locali. Il gruppo collabora con Slow Food della provincia di Ravenna e sostiene due associazioni sportive del territorio: il Circolo Velico Ravennate e l’Edera Ravenna, società di ginnastica artistica.
Tra le iniziative più significative figura la partecipazione al progetto Adotta un progetto solidale, promosso dal Comune di Ravenna, giunto quest’anno alla quattordicesima edizione. Il progetto mette in rete le associazioni di volontariato attive sul territorio con le imprese locali, affinché queste possano sostenerne le attività e promuovere iniziative di concreta valenza sociale. Il Comune svolge il ruolo di catalizzatore, facendo convergere risorse economiche e attività solidali in ambiti che spaziano dalla sanità all’educazione, dallo sport all’inclusione sociale, con una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della comunità. Camst group partecipa a questa rete come espressione della propria vocazione cooperativa: quella di essere impresa del territorio, al servizio del territorio.
Nel 2026 sono stati complessivamente 34 i figli di dipendenti Camst a ricevere il premio di laurea, provenienti da Piemonte, Toscana, Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche e Veneto, oltre che dall’Emilia-Romagna. Per accedere al bando si richiedeva la conclusione del percorso di studi con una votazione finale di almeno 110/110 per gli indirizzi umanistici e 108/110 per quelli scientifici.