Il 2026 è un anno d’oro per il turismo del Bel Paese che ha attratto solo nel mese di luglio quasi il 5% in più di visitatori. A Ravenna, però, l’alta stagione si sta facendo ancora aspettare. Complici le temperature estreme, la crisi economica e le difficoltà di parcheggio.
«Quest’anno è stato anomalo non c’è dubbio. Soprattutto i due mesi clou di luglio e agosto sono stati scarichi di presenza turistica», racconta Mauro Mambelli, presidente di Ascom Provincia di Ravenna e titolare del ristorante in centro storico La Gardela.
I primi segnali di un’estate sottotono arrivano già da giugno che apre l’alta stagione con un calo di oltre il 5% nei pernottamenti dei turisti italiani. Tra i principali freni - soprattutto del turismo interno - figura l’incremento delle temperature di quasi 3 gradi rispetto alla media. «Questo caldo estremo ha giocato molto a nostro sfavore, come anche la mancata differenza di temperatura tra il giorno e la sera. Certe sere erano di gran lunga peggiori del giorno con un’aria stagnante molto pesante. È normale che alla gente poi passi anche la voglia di uscire», commenta Mambelli. A questo si aggiunge la crisi economica ed energetica che da mesi ha messo in ginocchio molti cittadini: «Sicuramente l’anomalia di quest’estate va rintracciata anche nel contesto internazionale che pur lontano influisce concretamente sulle disponibilità economiche degli italiani. Con la benzina e il gasolio alle stelle, muoversi in macchina è diventato molto costoso anche se ti sposti per farti una vacanza».
Sul disincentivare i turisti, ma anche i residenti della zona, a raggiungere il centro storico con la macchina, Ravenna ci mette del suo: «Sulla viabilità del centro nulla da dire, ma per i parcheggi non posso dire lo stesso», precisa Mambelli. «Io non ne faccio una questione di prezzo, ci sono le tariffe differenziate in base alla zona. La comodità di parcheggiare vicino al centro e di evitare la camminata si paga di più, è naturale. Ma qui il problema è un altro: uscire di casa, farsi il viaggio, girare per il centro in cerca di parcheggio e non trovandolo tornare a casa. Mi è capitato diverse volte che un cliente abbia rinunciato alla prenotazione perché dopo aver cercato invano il parcheggio, si è arreso. Questo da ristoratore e da cittadino dà fastidio», conclude.
Quest’anno la stagione estiva ravennate ha avuto un sapore decisamente insolito: mentre il resto d’Italia contava visitatori e batteva record, la capitale dei mosaici faceva i conti con il caldo, il carovita e i parcheggi introvabili. Un’anomalia che non cancella il fascino della città, ma che almeno per quest’anno pesa sul bilancio.