Ravenna. Battaglia legale tra il condominio e la Provincia

Ravenna
  • 08 marzo 2026

Passano alle vie legali dopo una modifica al regolamento condominiale vecchio di oltre 60 anni: il contenzioso non contrappone due inquilini dalla querela facile, ma la Provincia e l’amministratore legale del Condominio Carducci, situato al civico 5 dell’omonima via.

L’ente di piazza Caduti è infatti proprietario di un passaggio per l’accesso all’area cortilizia di un altro edificio di sua proprietà che si affaccia su via di Roma, Palazzo Grossi, ma finora, in virtù di una clausola contenuta nel regolamento stilato nel lontano 1962, l’immobile di via Carducci è stato esente dal pagamento delle spese condominiali, salvo eccezioni per modifiche allo stato dei luoghi (eventualità che negli anni non si è comunque verificata).

Ora, però, le cose potrebbero cambiare: nello scorso ottobre un’assemblea condominiale straordinaria ha approvato delle modifiche al regolamento, cancellando la clausola che prevedeva l’esclusione della Provincia dal pagamento delle spese. Una decisione presa tuttavia in assenza di referenti dell’ente, come riporta un recente atto di piazza Caduti, cui la novità è stata notificata solamente mesi dopo, in data 5 febbraio.

Il verbale è stato subito impugnato dalla Provincia - e con esso anche le deliberazioni condominiali successive - aprendo di fatto il procedimento di mediazione obbligatoria davanti al Tribunale di Ravenna: l’ente pubblico nei giorni scorsi ha individuato il legale cui affidare la difesa delle proprie ragioni, per una spesa di 4.611 euro.

Accanto all’avvocato parteciperanno alla mediazione anche i dirigenti dei settori Patrimonio ed edilizia scolastica e Programmazione economico-finanziaria, risorse umane, reti e sistemi informativi. Il primo incontro è fissato dopo Pasqua, ma qualora le parti non dovessero trovare un accordo la questione passerebbe automaticamente in capo al giudice civile.

Dal canto suo, i condomini del Carducci ritengono non valida la clausola di cui beneficia la Provincia, perché essa non sarebbe stata richiamata nei successivi atti di compravendita.

Ovvio che la Provincia la pensi in maniera diametralmente opposta: «Il diritto a non pagare le spese ha origine contrattuale dal 1962, quindi sulla base di questo l’ente non ha mai pagato - spiega la presidente Valentina Palli -. Noi siamo proprietari solo del diritto reale di passaggio e il primo contratto di compravendita del ’62 prevede l’esenzione specifica dal pagamento, salvo che non fosse alterato lo stato dei luoghi, come appunto non è mai stato. Il problema non starebbe tanto nella cifra da pagare, quanto nell’eventualità in cui si decidesse di svolgere interventi straordinari».

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