Ravenna, Bakkali (Pd) interroga il ministro sulla rimozione del mosaico di Montalbini a Porta Adriana

Ravenna
  • 21 gennaio 2026

Monta la polemica per il no della Soprintendenza al mosaico di Nicola Montalbini installato a Porta Adriana. La deputata del Partito democratico Ouidad Bakkali ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura sulla rimozione dell’opera Il Pavimento dell’artista ravennate

Al centro dell’atto, depositato in Commissione, la decisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna di non consentire la permanenza dell’opera nello spazio in cui era stata installata. Bakkali chiede al ministro se sia a conoscenza della vicenda, quali siano le motivazioni che hanno portato al diniego e se intenda intervenire, per quanto di competenza, per favorire almeno una ricollocazione del mosaico in un luogo pubblico e centrale della città.

La deputata sottolinea come sulla vicenda si sia espresso in modo unanime l’intero Consiglio comunale di Ravenna, senza divisioni politiche, e come il sindaco e l’assessore abbiano avviato tutte le interlocuzioni istituzionali possibili. A questo si è aggiunta, ricorda Bakkali, una mobilitazione spontanea dei cittadini, testimoniata anche da una raccolta firme, oltre alla disponibilità dello stesso artista a collaborare con il Comune per individuare una collocazione alternativa, pubblica e accessibile.

«Ciò che rende questa vicenda particolarmente significativa – afferma Bakkali – è il fatto che una comunità si sia riconosciuta in un’opera d’arte, sentendola come parte del proprio spazio pubblico e della propria identità». Secondo la deputata, quando l’arte pubblica riesce a creare relazioni, rigenerare luoghi e rafforzare il senso di appartenenza, è necessario che le istituzioni sappiano ascoltare e dialogare.

Nell’interrogazione viene inoltre evidenziato il valore democratico della richiesta di partecipazione da parte della cittadinanza nei processi che riguardano il patrimonio culturale. Un segnale che, per Bakkali, «merita attenzione e rispetto» e che giustifica la richiesta di un «supplemento di riflessione» sulla decisione assunta dalla Soprintendenza.

La deputata invita infine il ministro della Cultura a visitare personalmente l’opera: «Sarebbe davvero paradossale che un lavoro nato sotto una porta cittadina, divenuta simbolo di apertura e accoglienza, si chiudesse con una porta chiusa in faccia a un’intera comunità».

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