L’asta pubblica per l’affidamento in concessione dell’ostello di via Nicolodi è andata deserta. Tutto da rifare per il Comune di Ravenna che sperava, attraverso il bando, di recuperare e rifunzionalizzare il complesso immobiliare e di riaprire la struttura. Nonostante nelle settimane scorse alcune realtà imprenditoriali avessero effettuato i sopralluoghi, alla fine nessuno si è fatto avanti.
Nei piani dell’amministrazione comunale c’era l’assegnazione di una concessione per 25 anni, con un canone annuale posto a base d’asta pari a 30mila euro, oltre alle imposte di legge. «Visti lo stato di conservazione del fabbricato e dell’area di pertinenza - dichiarava il Comune in una nota diramata nel maggio scorso - è stato stimato che, per il ripristino della relativa funzionalità, siano necessarie lavorazioni della cui entità si è tenuto conto, con una opportuna riduzione, nella stima del canone posto a base di gara. Per poter partecipare all’asta è obbligatorio effettuare un sopralluogo». Tra le condizioni previste dal bando figurava anche l’avvio dell’attività ricettiva entro un anno dalla stipula della concessione.
La battuta d’arresto non archivia i piani del Comune che non si dà per vinto e prossimamente presenterà una nuova proposta, limando alcune condizioni. «Stiamo parlando di una struttura che è chiusa dal 2017 ed è nostra intenzione darle nuova vita - commenta l’assessore al Patrimonio e alla Rigenerazione Urbana, Massimo Cameliani -. Anche se non ci sono state offerte, il bando ha comunque suscitato interesse e questo ci fa ben sperare. Ben nove aziende hanno effettuato il sopralluogo, che era obbligatorio per partecipare al bando. Si tratta di realtà consolidate che operano nel settore turistico e vantano una notevole esperienza sul campo. Ora l’obiettivo è portare in consiglio comunale una delibera per il nuovo bando che abbia condizioni ancora più competitive. A seguire, in novembre si dovrebbe uscire con una nuova asta, in modo da individuare un soggetto gestore entro fine anno. Nel nuovo bando potremo fare leva su un canone ridotto rispetto al precedente e una durata della concessione più lunga in modo da attirare ancora più l’interesse delle aziende».