Ravenna, annullata la maxi multa sugli stradelli: “Non è occupazione del demanio”

Parcheggiare in un’area demaniale non prova di per sé che l’automobilista voglia impossessarsi di un “pezzo” di suolo pubblico. In sintesi, è quel che dice la sentenza con la quale il Giudice di Pace di Ferrara ha annullato in questi giorni una multa da 206 euro notificata a un conducente che nel marzo 2025 fu sanzionato a Lido di Spina. Ravenna e la sua costa c’entrano eccome in questa pronuncia. Non solo perché a firmare il ricorso è stato l’avvocato del foro bizantino Fabio Geminiani, ma soprattutto perché il verbale è del tutto analogo a quelli vergati in questi anni lungo i lidi ravennati per violazione del Codice della Navigazione. Così, la recente pronuncia potrebbe creare un precedente dirompente sulle prossime estati.

Qualche minuto di assenza

È stato un 82enne originario di Verona a decidere di impugnare la multa, contestata in via Bramante, strada che si interseca con tratti urbani e che conduce a uno stradello boschivo tagliafuoco percorribile anche in auto. In quell’occasione aveva fermato la propria vettura per qualche minuto appena, a suo dire giusto il tempo necessario per accompagnare la nipote al bagno Eden. Al suo ritorno non aveva notato l’avviso del verbale, posizionato dagli accertatori sotto il tergicristalli. E così il 20 marzo dell’anno scorso ha ricevuto l’ingiunzione di pagamento notificata dal comune di Comacchio: la cifra è la stessa che nel Ravennate si è abbattuta sulla sosta selvaggia negli stradelli retrodunali da Marina di Ravenna a Punta, almeno prima dell’inizio dei lavori per il parco marittimo, e che tuttora continua stagionalmente a mietere “vittime” in altre località rivierasche, come Marina Romea e Lido di Classe.

La sentenza

Il ricorso contesta però la fattispecie dell’occupazione, sostenendo che un parcheggio temporaneo, definito dagli stessi verbalizzanti come “sosta”, non possa ritenersi una vera e propria occupazione. Mancherebbe, secondo il giudice, la prova di una «volontà di acquisizione e mantenimento del possesso o della detenzione di fatto del bene demaniale, peraltro con carattere di continuità». Così come non si ravvisa la «consapevolezza di occupare abusivamente uno spazio demaniale».

«I giudici continuano a correggere il rapporto tra cittadini e istituzioni - commenta il difensore dell’82enne -. Il caso di specie degrada la violazione sino ad oggi “spacciata” come occupazione abusiva a normale divieto di sosta, conseguente la sanzione pecuniaria di ben inferiore entità. Nel rispetto delle differenze, ci vengono aperti gli occhi sulle incongruenze subìte quando siamo sanzionati con autovelox non omologati: gli enti irrogano multe pur non potendolo fare». La sentenza, aggiunge il legale, potrebbe rappresentare «un interessante precedente spendibile anche sui lidi ravennati, alcuni dei quali sono spesso al centro della questione per le impennate estive delle multe sugli stradelli».

Un “tesoretto” per i Comuni

Dalle multe staccate negli stradelli il comune di Ravenna ha incassato nel 2025 oltre 275mila euro. Il primato va a Marina Romea, che da sola raggiunge circa la metà dell’importo totale. Una cifra forse destinata a cambiare, alla luce della sentenza che dal Ferrarese potrebbe trovare approdo sul litorale nostrano.

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