Ravenna, Ancisi accusa: “Passerella devastante sulla duna di Porto Corsini”

Ravenna
  • 26 marzo 2026

RAVENNA. «Una passerella devastante sulla duna di Porto Corsini, riserva naturale dello Stato». A sollevare il caso è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna. Sul tema ha presentato un’interrogazione question time al sindaco con risposta prevista nel consiglio comunale del 31 marzo.

«Il terzo stralcio Porto-Corsini-Marina Romea del progetto sul Parco Marittimo», spiega Ancisi, «prevede la realizzazione di una passerella ciclopedonale, con belvedere di sosta, a filo duna e senza parapetti. Questa soluzione, già attuata col primo stralcio Marina di Ravenna-Punta Marina Terme, ha dimostrato di produrre diffusamente i seguenti gravi fenomeni: persone che passeggiano sul corpo delle dune o salgono e scendono comodamente a mare, anche con carrelli per il trasporto di oggetti, arredi da spiaggia, windsurf, ecc. ; accumulo di grandi quantità di rifiuti, sia attorno alla passerella, che in particolare presso il belvedere, con lancio di mozziconi, accensione di candele, ecc.; distruzione permanente della vegetazione sottostante, in quanto la passerella poggia direttamente sulla duna; perturbazione antropica dell’ambiente naturale in luoghi naturali altrimenti indisturbati. Questi manufatti, composti con legno esotico delle foreste amazzoniche nel piano di calpestio e con legno meno resistente nelle parti sottostanti, mostrano inoltre rapidi cedimenti, che richiederebbero operazioni costanti di manutenzione e, volendo evitare che plastica, vetro ed altro finiscano sul suolo e in mare, un servizio di raccolta dei rifiuti». A corredo della segnalaizone Ancisi consegna anche immagini.

«La passerella del nuovo stralcio», prosegue, «verrà installata trivellando e manomettendo la “Duna di Porto Corsini”, quasi quattro ettari di preziosi habitat ormai rarissimi, unica duna in crescita della nostra regione e forse del nord Adriatico, dove le altre scompaiono a causa delle fortissime erosioni. Dichiarata nel 1983 Riserva Naturale dello Stato, negli anni si è pressoché raddoppiata verso il mare. La zona è inoltre ricompresa nel Parco del Delta del Po e nella Rete Natura 2000. Si tratta addirittura, in totale, di tre ecosistemi riconosciuti dalla Direttiva europea sugli “Habitat”, di cui due prioritari, che verranno violati e maltrattati dai saliscendi sulla spiaggia libera e da calpestii e manomissioni ovunque. La duna è luogo di nidificazione del fratino, specie protetta dalla Direttiva europea sugli “Uccelli”, a rischio di estinzione. Nella prima versione progettuale del 2022, la passerella era lunga circa 700 metri. A seguito di un ricorso, presentato dal WWF e da Italia Nostra, i Carabinieri Forestali Biodiversità, gestori della duna per la parte compresa nella Riserva Naturale, scrissero così, nel maggio 2023, al Comune: “Si chiede di rivalutare il tracciato del percorso di attraversamento della Duna di Porto Corsini (sia la parte in Riserva Naturale dello Stato che la parte esterna) eliminando l’attraversamento della duna al fine di evitare ulteriori interferenze antropiche. Dando disponibilità ad ulteriore sopralluogo congiunto, il Reparto scrivente propone che il tracciato del percorso passi esclusivamente all’interno dell’area pinetata.” (allegato 4). Ed ancora, nel luglio 2023: “[...] lo scrivente ha comunque ritenuto opportuno esprimere la propria disponibilità ad una rivalutazione congiunta del percorso, rendendo disponibile l’alternativa della retrostante area pinetata Riserva Naturale “Pineta di Ravenna” [...]”».

Tale tratto alternativo è stato interamente realizzato nel gennaio 2026, come da indicazione dei Carabinieri Forestali. «Nel mese successivo», spiega però Ancisi, «la Giunta Barattoni ha però deliberato di realizzare la medesima passerella, con un belvedere limitrofo, di lunghezza circa dimezzata, ma dagli impatti potenzialmente nocivi come quelli del progetto iniziale. I lavori sono iniziati, incredibilmente, il 16 marzo 2026, nonostante tutti i nulla osta, le valutazioni di incidenza ambientale, gli elaborati progettuali, ecc., abbiano specificato di “escludere il periodo compreso tra 15 marzo e 15 luglio”. Ed è così che, come documentato, i lavori hanno impattato malamente sulla flora protetta (anche dalla legge regionale n. 2 del 1977), nella fase delicatissima della fioritura primaverile. Sulle gravi suddette trasgressioni (pareri dei Carabinieri Forestali inosservati e lavori effettuati in un periodo di tempo vietato) ho chiesto al sindaco le dovute spiegazioni».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui