Ravenna, “affari garantiti da Giorgia Meloni”: sventata truffa alle Poste

Ravenna
  • 30 giugno 2026

Truffa sventata ai danni di una cliente dell’ufficio postale di Ravenna Centro in piazza Garibaldi: l’intervento tempestivo del personale ha evitato alla cliente di cadere nell’inganno che le sarebbe costato migliaia di euro, attraverso una serie di bonifici destinati ad aprire una posizione su una piattaforma di investimento fittizia.

Ad insospettire la direttrice e la sportellista è stato il fatto che la signora si fosse presentata allo sportello con una telefonata in corso e un Iban su cui versare il denaro, inviatole via sms. Dall’altro capo del telefono, un finto consulente finanziario che le indicava di effettuare un bonifico: uno scenario ormai noto agli operatori postali, visto che spesso i truffatori chiedono alle vittime di investire inizialmente piccole somme, come in questo caso, per poi proseguire con richieste sempre più consistenti, prospettando alle vittime apparenti guadagni iniziali. Quando i malcapitati decidono di riscattare tali importi “virtuali”, si ritrovano poi a subire nuove richieste di ulteriori pagamenti, giustificati come finti “oneri di gestione” necessari - a detta dei frodatori - per sbloccarne la restituzione.

«Ho chiesto alla persona collegata telefonicamente di specificare meglio di cosa si trattasse, spacciandomi per la cliente - racconta Cristina Belletti, direttrice dell’ufficio di Ravenna Centro -. Il finto agente mi ha risposto che si trattava di un investimento sicuro. Ho quindi chiesto per quale istituto lavorasse, le sue generalità e la sua matricola, ma lui, con tono inizialmente formale e gentile, mi ha detto che si trattava di una piattaforma finanziaria creata e posta sotto tutela della presidente del Consiglio e che bastava solo che il cliente aprisse una posizione». A questa risposta Belletti ha capito di trovarsi di fronte ad un palese tentativo di truffa, mentre il truffatore, spazientito e vistosi scoperto, ha iniziato a proferire una serie di insulti. Dal canto suo, anche la cliente si è scoperta raggirata e ha ovviamente deciso di non proseguire con il bonifico. «Quello che maggiormente sconvolge - prosegue Belletti - è come questi frodatori riescano a manipolare le persone. La cliente, pur sentendo lo svolgersi della telefonata tra noi e il finto agente e ascoltando gli insulti rivolti agli operatori postali, era del tutto assoggettata e in qualche modo intimidita da questa persona. Nel chiudere la telefonata si scusava con il truffatore, usando un tono gentile e ribadendo anche a lui che preferiva non proseguire con l’operazione».

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