RAVENNA - “Il dominante”, “Padrone Domination”, “Master Fetish”. “Master Severità”: erano gli pseudonimi dietro cui si celava un 48enne residente nella provincia di Ravenna, condannato ieri a 15 anni e 2 mesi di reclusione per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico.
Il terreno su cui si muoveva era quello dei social, Instagram o Telegram, come descritto nella requisitoria dal pm Francesco Coco, che per l’uomo aveva chiesto una condanna a 14 anni: i suoi profili dedicati a una sessualità torbida venivano intercettati da adolescenti con i quali l’uomo poi intratteneva conversazioni online presentandosi con altri nomi fittizi, quali “Alex” o “Andrea”. E le richieste non tardavano ad arrivare: le ragazze - tra le parti offese figurano persino 13enni all’epoca dei fatti contestati, tra il 2017 e il 2020 - gli inviavano così foto e video che le ritraevano in atteggiamenti intimi. In taluni casi l’uomo era arrivato a guadagnarsi la fiducia delle sue vittime al punto da proporre di farsi da tramite con i professori per risolvere eventuali problemi scolastici. In un’altra occasione il 48enne aveva organizzato una gita a Firenze per conoscere una ragazzina neanche 16enne: con sè aveva portato la figlia, anch’ella minorenne, che nei suoi piani avrebbe dovuto facilitare l’adescamento. Ma la malcapitata, ha riassunto il pm durante la requisitoria, si era poi detta terrorizzata dal fatto che l’uomo cercasse in ogni modo di rimanere solo in sua compagnia. Mentre un’altra ragazza, resasi conto della spirale in cui era precipitata, è arrivata a compiere atti di autolesionismo.
Il capolinea, per il 48enne, è stato nel luglio del 2020 l’arresto per violenza sessuale nei confronti di una vicina di casa, seguito circa due anni dopo da un’indagine (poi confluita in una condanna emessa dal gip di Torino) per stalking su minorenni e cessione di stupefacenti in Piemonte. Gli approfondimenti e le perquisizioni hanno infatti portato a trovare nei vari cellulari dell’uomo 65 gigabyte di materiale pedopornografico tra foto e video. Scoperchiato il vaso, dal fondo sono emersi i rapporti telematici con le adolescenti: tre le vittime identificate - di cui una costituitasi parte civile nel dibattimento - sparse in varie zone d’Italia, dal Padovano alla provincia di Siena, passando per quella di Firenze.
Ieri mattina, infine, la sentenza per adescamento di minori e detenzione di materiale pedopornografico pronunciata dal collegio penale presieduto dal giudice Corrado Schiaretti (a latere Michele Spina e Piervittorio Farinella): l’entità del dispositivo, 15 anni e 2 mesi, è da porre in continuazione con il pronunciamento del gip di Torino. Disposta inoltre una multa da 58mila euro, cui si aggiunge una provvisionale da 10mila da corrispondere alla parte civile. Il risarcimento sarà invece da stabilire in sede civile.