Il Partito Democratico di Ravenna piange la scomparsa di Canzio Ronconi, una figura che per decenni ha accompagnato, con discrezione e dedizione, la vita politica e umana della sinistra ravennate. Un militante nel senso più autentico del termine, lontano dai riflettori ma centrale nella quotidianità del partito.
Ronconi era nato nel 1941 ed è stato lo storico autista di Arrigo Boldrini “Bulow”, il comandante partigiano simbolo della Resistenza ravennate, con il quale aveva costruito un rapporto profondo, fatto di rispetto, fiducia e affetto. Un legame umano prima ancora che politico, che racconta bene il carattere di Canzio: schietto, leale, sempre presente.
Nel corso degli anni è stato un punto di riferimento costante per il Pci, poi per i Ds e infine per il Pd. Una presenza silenziosa ma imprescindibile, capace di occuparsi con attenzione di mille aspetti pratici della vita del partito, sempre con senso di responsabilità e spirito di servizio. Tra i luoghi che più lo rappresentano c’è lo storico capanno da pesca dove si svolgevano riunioni e momenti di confronto: uno spazio informale che per molti militanti era il simbolo di un modo diretto e genuino di fare politica. Canzio ne era il custode naturale, parte integrante di quell’atmosfera fatta di relazioni semplici e autentiche.
Alle Feste dell’Unità, per anni, è stato un riferimento per volontari e organizzatori, capace di alleggerire il lavoro con una battuta, un sorriso, uno scherzo. La sua ironia e il suo modo diretto di stare tra le persone lo avevano reso una figura familiare a generazioni di iscritti.
“Canzio Ronconi incarnava una militanza concreta - scrive il Pd in una nota - fatta di presenza quotidiana e disponibilità costante, senza mai cercare riconoscimenti. Una militanza che lascia un segno profondo. Alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene va il cordoglio del Partito Democratico di Ravenna e di un’intera comunità che oggi lo ricorda con affetto”.