Ravenna. Accuse archiviate per l’ex giudice di pace. Ma una relazione insiste: «Ha raggirato un’anziana»

Una cartella clinica con visite, esami, diagnosi e la relazione a firma di un neurologo. Si parla della fragilità di un’anziana paziente avuta in cura per anni e oggi 94enne; una signora “della Ravenna bene” si potrebbe dire per descriverne lo status, ma da oltre due anni afflitta da un’amarezza legata alla causa contro un giudice di pace in pensione. Lo ha denunciato a inizio 2024 per circonvenzione, accusandolo di averla raggirata per attingere dal suo ricco patrimonio, compresi tre immobili di prestigio, una barca, conti correnti e gioielli. Beni che, a detta dell’anziana, sarebbero stati intestati contro il suo volere anche al figlio dell’ex giudice, nominato erede universale insieme al padre, mentre lei invece era finita in una casa di riposo.

L’indagine nei confronti del magistrato onorario si è conclusa però con l’archiviazione. Una decisione presa dal giudice per le indagini peliminari, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura rigettando l’opposizione della signora. Ma qui arriviamo alla cartella clinica di cui parlavamo: è di questi giorni l’istanza depositata al pm con la quale la difesa della signora insiste affinché le indagini vengano riaperte alla luce dei nuovi documenti sanitari acquisiti.

Le denunce

La vicenda vede ancora aperto al palazzo di giustizia un parallelo contenzioso civile ed è la storia di un’amicizia (o presunta tale) nata il 5 maggio del 2007; è quello il giorno del primo incontro tra l’anziana e il giudice, avvenuto in occasione di un evento organizzato a Cesenatico dall’Associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche. Nel corso degli anni si sarebbe consolidata una forte amicizia. Almeno fino a due anni fa.

Sono due le denunce presentate dalla donna dopo aver trascorso mesi insieme ai propri legali a ricostruire le spese “pazze” sostenute a suo dire alle sue spalle in cinque anni. Rimasta vedova e senza figli, avrebbe trovato in quell’uomo un aiuto importante per gestire i propri averi. Nel 2019 gli avrebbe consegnato il bancomat (restituito dopo cinque anni), poi la procura speciale per operare sul conto corrente, andando infine ad aprirne uno cointestato. In quel periodo il fidato conoscente avrebbe fatto acquisti per oltre 10.800 euro comprando farmaci o biglietti per il cinema, per sé e per altri.

Il capitolo più significativo è quello degli immobili: la 94enne avrebbe pagato un’abitazione del valore di 300mila euro senza sapere che la nuda proprietà sarebbe stata registrata a nome del conoscente. Tra gli immobili ci sarebbe anche un appartamento nel grattacielo di Cesenatico, intestato al figlio dell’ex giudice.

Le minacce e la barca

Tra i beni figura anche una barca di cui la signora era convinta di avere acquistato una quota, salvo poi apprendere di averla pagata al figlio dell’amico, versando pure gli assegni per l’ormeggio al Circolo Velico. Completano l’elenco 1.400 euro pagati a una concessionaria ravennate e ristrutturazioni per svariate migliaia di euro. Il rapporto coltivato nel tempo avrebbe tessuto legami profondi anche con altri parenti dell’ex giudice. Una volta rotta l’amicizia, lui avrebbe minacciato l’anziana di lasciarla sola e di non farle più vedere uno dei nipoti al quale era molto affezionata, avendogli fatto da madrina per il battesimo.

Le nuove prove

Se il fronte penale si è chiuso con l’archiviazione significa che, per quanto finora raccolto, la Procura e il gip non hanno ravvisato elementi rilevanti al fine di ricondurre la vicenda a una circonvenzione d’incapace. Ora però nuove carte potrebbero riaprire la partita. La relazione neurologica depositata alla Procura è alla base della richiesta di nuove indagini, sulla quale anche il giudice si dovrà esprimere.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui