Ravenna, accordo per la manutenzione dell’area archeologica di Santa Croce

Ravenna
  • 28 ottobre 2026

La Giunta di Ravenna ha approvato lo schema di accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini per regolare gli interventi di manutenzione ordinaria, tutela e restauro conservativo delle strutture archeologiche dell’area di Santa Croce, in via Galla Placidia. Per consentire la sistemazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico dell’area, la Soprintendenza ha ottenuto un finanziamento statale di 600mila euro. L’accordo di cooperazione si inserisce in questo quadro di leale collaborazione tra enti per unire competenze gestionali e scientifiche.

“L’approvazione di questo schema di accordo rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la fruibilità di un sito archeologico tra i più suggestivi della nostra città – afferma il sindaco Alessandro Barattoni –. Grazie alla stretta sinergia con la Soprintendenza e all’importante finanziamento statale di 600mila euro, mettiamo in campo un piano organico che coniuga la messa in sicurezza idraulica dell’area con il restauro conservativo dei resti e dei mosaici. Come Comune ci facciamo carico direttamente della gestione operativa e delle procedure d’appalto per dare concretezza ad un progetto atteso, che restituirà alla comunità e ai visitatori un patrimonio di inestimabile valore storico pienamente valorizzato e che arricchirà la già prestigiosa area del complesso monumentale di San Vitale e Galla Placidia”.

“L’area archeologica di Santa Croce costituisce un sito di particolare importanza – afferma il Soprintendente Federica Gonzato – perché racchiude al suo interno una stratificazione archeologica che dall’età romana abbraccia tutti i secoli della storia ravennate. Con il finanziamento di 600mila euro del ministero della Cultura innanzitutto potrà essere ridefinito il sistema di gestione delle acque, che specialmente negli ultimi anni ha mostrato le sue fragilità, anche in correlazione ai repentini cambiamenti climatici ai quali stiamo assistendo. Inoltre, l’obiettivo finale sarà quello di rendere pienamente fruibile e visitabile l’area, per inserirla nei circuiti turistici cittadini. Come Soprintendenza, oltre a mettere a disposizione i fondi, lavoreremo a fianco del Comune sia nelle fasi di progettazione sia durante l’esecuzione dei lavori, al fine di garantire un proficuo e snello svolgimento di tutte le attività previste nella piena salvaguardia dei resti archeologici”.

Il sito archeologico sorge su un terreno di proprietà del Comune e ospita importanti scavi archeologici condotti nei decenni scorsi dalla Soprintendenza. Le strutture murarie e musive riportate alla luce si trovano ad una quota ribassata di circa 2 metri rispetto al piano stradale di via Galla Placidia, condizione che richiede la costante presenza di un impianto elettromeccanico di sollevamento per l’emungimento delle acque di falda.

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