Prevale l’umanità. Non arriverà più a Ravenna la nave con il corpo del migrante 17enne morto: è stato fatto sbarcare in Sicilia.

Ravenna
  • 07 marzo 2024

Con una decisione che ha fatto prevalere l’umanità, è stata fatto sbarcare nella serata di giovedì 7 marzo 2024 a Pozzallo la salma del 17enne ancora senza nome morto mentre insieme ad altri migranti cercava di raggiungere l’Europa. Il giovane era stato soccorso dalla nave ong Sea Watch che era stata destinata al porto di Ravenna. Un dramma nel dramma per un viaggio che si sarebbe prolungato con ulteriori rischi dal punto di vista sanitario visto che sarebbero stati necessari almeno 4 giorni di navigazione in più su un nave priva di cella frigorifera, con l’equipaggio costretto a sostituire a ciclo continuo il ghiaccio della sua body bag per conservare il cadavere. L’imbarcazione era attesa tra lunedì e martedì in Romagna ma in serata, al termine di una giornata caratterizzata da forti polemiche, è stato deciso di cambiare il porto di destinazione facendo scendere in Sicilia i migranti e la vittima.

De Pascale: “Pietà sacrosanta per i morti, ma va garantita anche ai vivi”

Così il sindaco di Ravenna Michele de Pascale in una nota: “Il Governo Meloni con grave ritardo ha sensatamente cambiato idea e assegnato alla nave Ong Sea Watch 5 il più vicino porto di Pozzallo, anziché quello di Ravenna che si trova a 4 giorni di viaggio e più di 1500 chilometri di distanza dal luogo di salvataggio. Un dietrofront palesemente determinato dal fatto che sulla nave viaggiava, insieme a oltre 50 superstiti, il cadavere di un giovane di appena 17 anni. Il Governo dunque ha avuto un sorprendente moto di pietà e di umanità per questa giovane vittima, che dopo aver avuto distrutta la propria vita rischiava di vedere vilipesa anche la dignità del proprio cadavere. Purtroppo bisogna riscontrare che analoga pietà non è valsa quando è stato il momento di garantire un porto sicuro agli oltre 900 migranti sbarcati nell’ultimo anno a Ravenna, tra i quali oltretutto c’erano donne in gravidanza e bambini, anche neonati, costretti a un ulteriore viaggio di migliaia di chilometri a causa della distanza tra il luogo di salvataggio e il luogo di approdo. Quando si tratta di accogliere, Ravenna è e sarà sempre pronta a fare la sua parte con competenza, umanità e un’organizzazione efficiente, come è stato fatto in occasione di ogni sbarco, e come facciamo da anni quotidianamente con il riparto nazionale, ma una riflessione in questa situazione paradossale e drammatica viene da farla: la pietà per i morti è sacrosanta, ma ne andrebbe garantita altrettanta ai vivi”.

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