Un 56enne residente a Ravenna è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Lecce per un presunto sistema di intestazioni fittizie di veicoli. La vicenda della presunta truffa del leasing, riportata dal Corriere del Mezzogiorno, ha preso avvio da un normale controllo stradale effettuato dalla polizia locale di Specchia, in provincia di Lecce, che ha portato alla luce un meccanismo ben più ampio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 56enne ravennate avrebbe dichiarato alla Motorizzazione civile e al Pra la proprietà di 148 veicoli, senza però averne mai avuto l’effettiva disponibilità. Un numero considerato anomalo, che ha fatto scattare approfondimenti e verifiche incrociate.
L’ipotesi investigativa è quella di un sistema di intestazioni “schermo”, utilizzato per consentire a terzi di circolare con mezzi spesso privi di copertura assicurativa o non in regola con gli adempimenti amministrativi. Un espediente che avrebbe reso di fatto difficile, se non impossibile, risalire ai reali utilizzatori dei veicoli in caso di incidenti, multe o altre violazioni. L’indagine, sviluppata attraverso controlli documentali e accertamenti sulle pratiche di immatricolazione, avrebbe portato all’individuazione di numerosi atti pubblici ritenuti ideologicamente falsi, tra carte di circolazione e certificati di proprietà, tutti basati sulle dichiarazioni rese dal 56enne.
L’operazione ha consentito di interrompere un circuito considerato rischioso non solo sul piano amministrativo, ma anche per la sicurezza stradale. Ora gli inquirenti sono al lavoro per identificare i reali utilizzatori dei veicoli, mentre la posizione del ravennate è al vaglio dell’autorità giudiziaria con l’accusa di aver fornito dichiarazioni mendaci a pubblici ufficiali.