Pavoni a Punta Marina, il piano del Comune: “Ne rimarranno al massimo cinquanta”

Ravenna
  • 18 giugno 2026

ALESSIA BANDINI

Ne rimarranno al massimo cinquanta. Il restante - più di un centinaio secondo il censimento - verrà delocalizzato tra rifugi e santuari della zona. Questa è una parte del progetto pluriennale che il sindaco Alessandro Barattoni annuncia alla comunità di Punta Marina Terme per fronteggiare il problema dei pavoni.

Le azioni, come illustra lui stesso, si suddividono in due momenti: tra gli interventi immediati - da fare entro l’anno - sono incluse la sanificazione, la riqualificazione e la vendita di due aree della località di mare in cui attualmente vivono i pavoni: l’area dell’ex colonia Onfa e un edificio abbandonato in via delle Sirene 17. Nel corso dei prossimi anni, il primo cittadino promette la riduzione dei volatili, la loro collocazione nel bosco alle spalle di Punta Marina - ad oggi come noto già secco - e i continui monitoraggi per evitare che nelle prossime stagioni dell’amore si possa ripresentare la medesima situazione.

Sulle tempistiche alcune residenti che convivono con una trentina di pavoni sono dubbiose: «Signor sindaco, mi scusi. Io vivo in via delle Sirene e ogni giorno ne conto 50 di pavoni. Da quello che ha spiegato i tempi di risoluzione si potrebbero allungare, io però non dormo da mesi e non posso continuare a vivere così».

La riduzione del numero dei volatili e il controllo del fenomeno sono d’obbligo anche secondo l’assessora con delega alle politiche per la Salute, Roberta Mazzoni. «L’Ausl è stata interpellata dal Comune per valutare i potenziali rischi igienico-sanitari e infettivi della presenza di un così elevato numero di pavoni. Al momento, il rischio di trasmissione di malattie è bassissimo. Tuttavia, vista l’esponenziale crescita degli esemplari in poco tempo, ridurre la colonia è l’unica soluzione per preservare il benessere degli abitanti e dei volatili stessi», conclude.

Su questo la comunità di Punta Marina Terme si spacca e non senza attriti: «Apprendo con dispiacere che non ci saranno più i pavoni. La loro presenza era molto piacevole e credo che fosse un valore per l’essere umano che dovrebbe riabituarsi a convivere con la natura», confessa una residente.

C’è invece chi pensa che i pavoni non dovrebbero essere la vera attrazione del posto: «Che i pavoni siano importanti per lo sviluppo turistico di questa zona, è una sciocchezza. Punta Marina potrebbe essere molto di più: restano pochissime città delle Riviera senza grattaceli e poi noi abbiamo la pineta che dovrebbe essere la vera risorsa da valorizzare», ammette un abitante.

La soluzione dell’amministrazione comunale non convince all’unanimità, ma su un punto si riesce a trovare un accordo: «La cosa essenziale è che il paese sostenga in modo univoco il progetto del Comune che cerca di raggiungere l’equilibrio tra il nostro benessere e quello degli animali. Questa è una bella comunità e dobbiamo metterci insieme all’amministrazione per portare un nostro contributo, che sia costruttivo e non di polemica», dichiara Silvana.

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