Omicidio di Porto Corsini, contestate premeditazione e futili motivi

Ravenna
  • 22 ottobre 2025

Da ieri Carlo Piccolo è ufficialmente indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione: questa la prima ipotesi formulata nel fascicolo a suo carico, di cui è titolare il sostituto procuratore Angela Scorza. La riqualificazione dell’ipotesi di reato a carico del 37enne era inevitabile dopo il decesso di Edi Giachi, 70 anni, l’uomo investito giovedì notte con l’auto da Piccolo al termine di quella che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è stata una spedizione punitiva. I circa 20 euro di credito reclamati dal 37enne - frutto di una compravendita di sostanze stupefacenti - rappresenterebbero il movente alla base del raid, e le tensioni intercorse nei dieci giorni precedenti la tragedia fra Piccolo e il figlio di Giachi sarebbero poi deflagrate in un folle regolamento di conti. Quanto alla premeditazione, gli inquirenti sono convinti che il 37enne sia partito alla volta di Porto Corsini con intenzioni omicidiarie già chiare.

Una ricostruzione a cui, con ogni probabilità, la difesa di Piccolo - rappresentata dagli avvocati Antonio Zobel e Carlo Benini - cercherà di controbattere con argomentazioni alternative: non solo per contestare le aggravanti, ma la stessa natura del reato ipotizzato, optando magari per una configurazione colposa dell’omicidio. D’altronde, al giudice per le indagini preliminari alle cui domande ha accettato di rispondere lunedì durante l’udienza di convalida, Piccolo ha dichiarato di essere salito in macchina per difendersi dalla risposta aggressiva dei familiari di Giachi, che lo avrebbero minacciato e circondato con catene. Ma già il gip Janos Barlotti, dispondendo la misura cautelare della custodia in carcere, ha scartato - per il momento - almeno l’opzione dell’eccesso colposo di legittima difesa: anche credendo alla versione del 37enne, il tutto sarebbe comunque scaturito dalla spedizione organizzata da Piccolo.

Sono due, in questa fase, gli elementi da cui la Procura spera di ottenere maggiori informazioni per fare luce sull’esatta dinamica del delitto: da un lato è stata disposta una consulenza per analizzare le telecamere presenti nella zona, una collocata in posizione frontale e l’altra lateralmente rispetto al punto in cui Giachi è stato investito; dall’altro, si attende per domani lo svolgimento dell’autopsia, che potrebbe offrire risposte in ordine al numero di investimenti subiti dal 70enne. Piccolo ha infatti dichiarato di aver inserito la retromarcia senza accorgersi che l’uomo si trovasse proprio dietro l’auto e, quindi, di averlo colpito solo una volta prima di fuggire. Se così non fosse, la posizione del 37enne si complicherebbe ulteriormente.

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