Mussolini cancellato come cittadino onorario di Ravenna. Ma in consiglio è bagarre

Ad aprire il dibattito era stato poco prima il capogruppo del Partito democratico Fabio Sbaraglia ricordando che «si dà attuazione a un indirizzo del consiglio comunale», il cui iter era partito in seguito alla proposta di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), prima, e Massimo Manzoli (Ravenna in Comune), poi. Sbaraglia definisce la modifica da votare come «una proposta più affinata, mediata, coerente e di buon senso». Il forzista Ancarani però non ci sta e replica bollando la scelta del Pd come «un problema politico interno al partito e non della città». Orientamento che, a suo dire, tra l’altro sarebbe in contraddizione con quanto espresso nel corso della passata legislatura. Per Manzoli di Ravenna in Comune «non è una questione di riscrivere la storia. Non è corretto che nella lista dei cittadini onorari ci sia Mussolini». E sempre dall’opposizione Veronica Verlicchi della Pigna rimarca che «il principio ci trova d’accordo, il problema sono uso e applicazione, che non ci piacciono». Da qui la mancata partecipazione al voto. Ma è dai banchi della maggioranza Michele Distaso di Sinistra per Ravenna a scatenare la bagarre, invitando a riflettere sul fatto che «Salvini abbia scritto ’tanti nemici tanti onore’ il 29 luglio, giorno della nascita" del duce». Samantha Gardin della Lega lo invita «a scendere dal pulpito». Infine anche Ancisi di Lista per Ravenna è convinto che «la norma non risolve il problema», per cui «ve la votate voi, contenti voi, ma non i cittadini».