Nati dal sorriso di un bambino, i sassi della felicità riempiono Sant’Alberto

Ravenna
  • 27 settembre 2026

Da qualche mese a Sant’Alberto un anonimo si diverte a lasciare dei sassolini disegnati in giro per il paese con la speranza di strappare un sorriso a chi li trovasse. E senza volere, si è innescato un gioco tra i residenti che sui social si scambiano foto e commenti dei loro piccoli trofei. Il gioco offline è cominciato quest’estate. «Il primo sasso dipinto l’ho trovato vicino al mio scooter - racconta Tania, proprietaria di una delle tabaccherie del paese - . Per tre o quattro sere consecutive, quando chiudevo il negozio, ne trovavo uno lì: una coccinella, un sacchetto di patatine, uno smile. All’inizio pensavo fossero destinati a me».

Rigorosamente dipinti a mano, i sassi portano i soggetti più vari: granchio blu, margherite, sacchi di patate - in occasione della sagra di fine agosto - cornetto napoletano, coccinelle, quadrifogli, api, palloncini. «Non c’è un posto fisso in cui trovarli», continua Tania. «Girando per Sant’Alberto puoi imbatterti in uno di questi portafortuna: vicino alla banca, in piazzetta, nel parcheggio, davanti a un negozio, su un muretto, accanto alla ruota di un’auto. La filosofia è lasciarli in giro perché qualcun altro li possa trovare e, a sua volta, liberarli altrove».

Il fascino dell’anonimato

Il successo dell’iniziativa si alimenta anche grazie al mistero che avvolge l’identità degli artisti, che firmano le loro piccole opere con nickname: Fra76, Topo06, Tac19. Abbiamo raggiunto gli autori in forma riservata e, con la garanzia dell’anonimato, alcuni di loro hanno accettato di raccontarsi. «Come tutte le cose belle, è iniziata per caso» racconta uno di loro. Sono bastati un sorriso e un saluto spontaneo di alcuni bambini per accenderne la vena creativa. «Mi hanno riempito il cuore: per contraccambiare quel momento, ho cominciato a disegnare sui sassi, per restituire un po’di quella gioia».

Per altre due amiche è nato come un passatempo: «Siamo accomunate dalla voglia di inventare qualcosa di nuovo», raccontano. «Poi è diventato qualcosa di più: una piccola sorpresa per uno sconosciuto, un messaggio silenzioso capace di passare di mano in mano». Il gioco ha preso piede soprattutto tra gli adulti, che in poco tempo hanno iniziato a condividere i ritrovamenti su Facebook. Il primo post - a metà agosto - è lo scatto di un sassolino con uno smile blu: «Grazie a chi semina questi simpatici sassi dipinti. L’ho solo fotografato e lasciato lì, per far sorridere qualcun altro». Da lì in poi altre foto condivise da altri residenti, con commenti di ogni tipo: da chi ringrazia l’artista a chi si dispiace per non averne ancora trovato nessuno fino a chi ne spiega la filosofia ai nuovi arrivati.

Il gioco dei «sassi in viaggio» però non si ferma ai confini della provincia. «Questa settimana un mio amico è andato in montagna e ne ha portati quattro con sé», conclude Tania. «Uno lo ha lasciato a Canazei, un altro sulla Marmolada, un altro ancora sul passo Pordoi. Fa parte del gioco, ed è il suo bello».

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