Mozione di Bakkali per chiedere trasparenza sulle armi che transitano nei porti

Ravenna
  • 10 settembre 2026

RAVENNA. “Presenteremo una mozione parlamentare per portare in Parlamento e discutere nel merito la questione della trasparenza sulle movimentazioni di materiali di armamento nei porti italiani. Crediamo sia necessario costruire regole nazionali, valide per tutti gli scali, che consentano alle istituzioni, al Parlamento e ai cittadini di conoscere, attraverso dati aggregati ed ex post e nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza nazionale, ciò che viene effettivamente movimentato nei nostri porti”. Lo dichiarano le deputate del Partito democratico Ouidad Bakkali e Valentina Ghio, annunciando un’iniziativa parlamentare sul tema. “La legge 185 del 1990 prevede autorizzazioni, controlli e divieti sul commercio e sul transito dei materiali di armamento. Il punto che vogliamo porre è semplice: se esistono regole e controlli, deve essere possibile verificarne l’applicazione attraverso un sistema adeguato di trasparenza e rendicontazione pubblica. Oggi queste informazioni sono frammentate tra diverse amministrazioni e spesso difficilmente accessibili. Vogliamo passare dal diritto di chiedere al dovere dello Stato di rendere disponibili, con modalità compatibili con la sicurezza, dati periodici e omogenei”, aggiungono le due dem.

“La questione è nazionale e riguarda tutti i porti italiani, come hanno segnalato più volte diversi sindaci. Proprio per questo riteniamo sbagliato lasciare sole le singole città portuali ad affrontare un tema che investe competenze e responsabilità dello Stato. Siamo quindi al fianco delle città portuali e dei sindaci che nei giorni scorsi hanno chiesto trasparenza su questa materia, perché i territori devono poter conoscere e comprendere ciò che avviene nei propri scali. Con la mozione- specificano Ghio e Bakkali- chiederemo al Governo di aprire un confronto serio e trasparente con Parlamento, amministrazioni competenti a partire dalle Dogane, Autorità di sistema portuale, Comuni, lavoratori, organizzazioni sindacali e società civile specializzata, per costruire un sistema nazionale di rendicontazione delle movimentazioni di materiali di armamento, porto per porto, capace di distinguere tra autorizzazioni e movimentazioni effettivamente realizzate in modo da avere piena conoscenza dell’effettivo rispetto della legge 185 del 1990 che vieta l’esportazione e transito di materiale d’armamento verso paesi in stato di conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani”. Trasparenza “non significa mettere a rischi la sicurezza delle operazioni significa rafforzare il controllo democratico sull’applicazione delle leggi dello Stato. Le città portuali non possono essere lasciate sole davanti a una questione nazionale. Per questo presenteremo la mozione e chiederemo alle altre forze politiche di confrontarsi nel merito”, concludono.

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