Milano Marittima. Senza patente, fugge in auto lungo la via pedonale degli street bar

Ravenna
  • 23 agosto 2026

Guidava senza avere la patente e quando ha visto una pattuglia della polizia, anziché fermarsi, è fuggito finendo per imboccare in auto una strada pedonale. Non una via a caso, ma quella che attraversa gli street bar del centro di Milano Marittia, dopo un inseguimento durato circa una decina di chilometri. Altro che sangue freddo; la reazione di un 33enne senegalese residente da anni a Cesena (a suo dire scatenata dal panico) poteva trasformarsi in un vero dramma, considerato il contesto e il fatto che il tutto sia avvenuto venerdì notte in una delle zone più frequentate della città. Per questo l’arresto effettuato dalle Volanti ha portato il sostituto procuratore di turno Raffaele Belvederi a contestare l’articolo del Codice della strada recentemente modificato che prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni qualora sia messa a rischio l’incolumità pubblica.

Il tutto ha avuto inizio all’altezza di viale Milano, quando la pattuglia ha incrociato la Renault Captur condotta dal 33enne. Non è passata inosservata agli agenti la manovra repentina del conducente, che ha imboccato il viale a senso unico, accelerando quando ha compreso che i poliziotti volevano sottoporlo a controllo. La vettura ha proseguito la propria corsa attraversando i più noti locali del centro, Zouk, Santana, Caino, portando la gente, in quel momento presente in strada, a spostarsi sul marciapiede. L’arresto è avvenuto poco dopo, quando, dopo essersi schiantato, il senegalese ha tentato di far perdere le proprie tracce a piedi. Bloccato dagli agenti, è stato portato nelle camere di sicurezza in attesa della direttissima che si è tenuta ieri davanti al giudice Cosimo Pedullà. Scortato ieri mattina in tribunale, lo straniero, difeso dall’avvocato Saverio Caruccio, ha accettato di rispondere alle domande. Dopo essersi scusato dicendo di non avere mai infranto la legge, ha spiegato che quella sera era andato a trovare alcuni amici che lavorano al Pineta e di essersi spaventato alla vista della pattuglia perché non aveva messo la freccia. Così avrebbe cercato di allontanarsi per timore che la polizia gli facesse la multa appurando oltretutto che lui non aveva la licenza valida per guidare autovetture ma solo quella per motocicli.

Il vice procuratore onorario Katia Ravaioli chiedeva l’obbligo di dimora e permanenza notturna a casa. Il giudice, pur valutando la «condotta di guida pericolosa e spregiudicata», ha disposto l’obbligo di firma tre volte a settimane.

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